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La cronaca di una primafila esiziale

L’arrivo di Morgan a risvegliare il fine estate bergamasco, somiglia un po’ ad un evento mediatico.
La notizia serpeggia da alcuni giorni, fra commenti stupiti e scettici persino la sera stessa dell’evento.
Come si suol dire, finché non vedo, non credo.

Correndo, per scampare le prime gocce d’acqua, arriviamo al Chiringuito.
L’atmosfera è frizzante, c’è un sacco di gente, ma la musica tamarra che si è alzata, mescolata alla pioggia, ci fa pensare al peggio: concerto annullato.
Dopo un tempo infinito, riusciamo ad infiltrarci sotto al palco, vicino ai posti riservati, ma tutta la strumentazione è coperta da teli e non c’è il minimo segnale d’inizio: l’unica certezza è diluvio universale che ci travolge.
Stoicamente decidiamo di non demordere, senza ombrelli e protezioni: qualcuno si toglie le scarpe, ci si ripara con i maglioni, si fa amicizia con i fotografi e si urla il nome “Morgan!”… comincia a crearsi il clima solidale, un po’ da sopravvissuti, che ci accompagnerà per tutta la durata dello show.
Sono le 22.30 passate quando Marco Castoldi, in arte Morgan, sale sul palco bagnato del Chiringuito, scoperchia il piano e rassicura il pubblico “Per ora suono in acustico… fate passare il titolo, questa è ‘I Giardini Sotto La Pioggia’, di Debussy”.
Noi della “trincea”, insieme al numeroso pubblico sotto al tendone, siamo in visibilio.

Morgan, felice del riscontro positivo, si lascia andare in un omaggio classico che tocca “Al Chiaro Di Luna” e “La Pathétique”.
La folla è ammaliata, anche il clima sembra recepire vibrazioni positive: appena la pioggia inizia a farsi meno fitta, scatta sul palco Megahertz che accompagnerà il cantautore al vocoder per tutta la durata della (bagnatissima) esibizione.
“Lontano, Lontano” è la prima delle cover illustri che animeranno l’esibizione del duo.

Si sogna sulle note fiabesche della commuovente “Confortably Numb”, ma l’atmosfera si scalda davvero quando inizia “Altrove”, invocata poco prima a gran voce: Morgan dà prova della sua bravura artistica, imbracciando diversi strumenti, fra cui il basso.
Il mattatore brianzolo decide di giocarsi bene la durata complessiva, inframmezzando il delirio danzereccio (“I Just Can’t Get Enough”, “Psycho Killer” e “Altre Forme Di Vita”), a momenti orchestrali che colpiscono dritti al cuore (“Desolazione” e “Space Oddity”), purtroppo è già tempo di salutare Bergamo col suo caloroso pubblico: la scelta cade sulla corale (e mai banale) “I’m Waiting The Man”.
Finito il brano, Morgan scherza definendo lo show esiziale, aggiungendo “beh, se domani vi chiedono com’è stato il mio concerto dite: ‘Ha iniziato con Debussy e ha finito con Lou Reed…’ insomma mica cazzi, eh!” e siede un’ultima volta al piano per intonare la malinconica e struggente “Contro A Me Stesso”, l’epilogo di un concerto partecipato e particolare.

In sostanza, la brillante prova di come la Musica sia soprattutto suono, rumore, silenzio, genio ed improvvisazione.
Chapeau!

Omaggio a Debussy:

La Pioggia Nei Giardini
Al Chiaro di Luna

Omaggio a Beethoven:

La Pathétique
Improvvisazione

Lontano Lontano (Luigi Tenco)
Altrove
Confortably Numb (Pink Floyd)
Improvvisazione
I Just Can’t Get Enough (Depeche Mode)
Altre Forme Di Vita (Bluvertigo)
Psycho Killer (Talking Heads)
Desolazione (strumentale)
Space Oddity (David Bowie)
I’m Waiting For The Man (Velvet Underground)
Contro A Me Stesso

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