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La democrazia fa brutti scherzi

Ha suscitato molte polemiche il nuovo film di Francesco Patierno, presentato nella sezione Controcampo Italiano all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Quelli di destra, ma anche molti abitanti del Nord, non ci stanno ad essere dipinti come dei rozzi, volgari e ignoranti razzisti, incapaci e fannulloni, bisognosi dell’aiuto degli extracomunitari per portare a termine dei compiti da loro ritenuti troppo gravosi e onerosi, come lavorare nelle fabbriche, pulire gli appartamenti e le strade, o badare agli anziani.

Fatto sta che siamo in regime di democrazia e, dunque, qualsiasi regista, che lo si voglia definire sinistroide o meno, ha il diritto di esprimere un punto di vista su qualsiasi questione. Certo è che anche dall’altro lato della barricata la democrazia funziona allo stesso modo, così come viene simpaticamente ed ironicamente mostrato nel film stesso, perché il protagonista, sicuramente ispirato a qualche leghista un po’ troppo invasato, usa appunto l’arma della libertà di parola per esprimere in televisione i suoi convincimenti circa la presenza deleteria e l’inutilità degli extracomunitari nel nostro Stato.

Il problema di quest’uomo, però, e non quello del regista (purtroppo? per fortuna? a noi la scelta), è che le sue opinioni diventano ben presto realtà. Abbiamo così l’assunto alla base di questo grottesco e surreale “Cose Dell’Altro Mondo“, in cui dopo lo strampalato appello dell’industriale per far sì che tutti gli extracomunitari se ne tornino nei loro paesi d’origine, il desiderio si avvera magicamente e sul suolo italiano non c’è più traccia di nessuno straniero, clandestino o meno.

Chi farà le faccende domestiche delle ricche signore viziate e annoiate? Chi pulirà le strade dai rifiuti sempre più ingombranti? Chi si prenderà cura degli anziani soli e malati? Chi farà compagnia, di tipo sessuale o meno, a ricchi signorotti che proclamano i valori della famiglia per poi andare a prostitute? Chi svolgerà i lavori più pesanti accontentandosi di basse retribuzioni? E si potrebbe continuare a lungo.

Forse un po’ troppo schematico, il film si fa guardare con piacere perché le questioni vengono affrontate senza prendersi troppo sul serio, ma calcando la mano su una comicità ben riuscita, fatta di gag e battute coinvolgenti, e di personaggi interpretati con simpatia.

Le mancanze si fanno sentire sul fronte stilistico e registico: “Cose Dell’Altro Mondo” prosegue piatto e anonimo per tutta la sua durata, senza mai regalare uno scossone o un guizzo allo spettatore che, dato il carattere grottesco e surreale della storia narrata, avrebbe il diritto di aspettarsi soluzioni visive e formali singolari.
Ciò non avviene, inficiando in parte il gradimento complessivo della pellicola, che comunque rimane una piacevole occasione di riflessione mista a divertimento.

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