Home > Recensioni > La famiglia Bélier

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Nella famiglia di allevatori Bélier solo la figlia adolescente Paula (Louane Emera) ha un udito perfetto: mamma, papà e fratellino minore sono sordomuti. Divisa tra la scuola che frequenta svogliatamente e l’impegno attivo nel mantenimento della fattoria di famiglia, Paula pensa di non avere tempo da dedicare al suo talento per il canto, scoperto per caso dal maestro del coro scolastico. Quando si prospetta la possibilità di fare un’importante audizione a Parigi, Paula decide di prepararsi di nascosto dai familiari, per non urtarne la sensibilità…

Citerò Paula stessa, quando dopo un’imbarazzante momento con la famiglia sbotta «non è che essere sordomuti giustifica tutto!». Ecco, per una volta arriva in Italia uno spicchio di cinema francese proprio da non invidiare: l’idea sarebbe anche carina, ma il perbenismo, la prevedibilità, la stucchevolezza e il volemose bene rendono “La famiglia Bélier” troppo brutto persino per essere ingenuo. La regia di Eric Lartigau e alcune interpretazioni aggravano la situazione. Insomma, un successo commerciale francese che forse porta avanti tematiche giuste, ma nella forma cinematografica più sbagliata possibile.

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Contro

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