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La fredda perfezione

C’è gente che ama il disco “This Modern Glitch” dei Wombats e in particolare i singoli “Tokyo (Vampires & Wolves)” e “Jump Into The Fog”. Non in molti, per la verità, visto che giovedì sera l’Alcatraz era tutt’altro che pieno.
I Wombats, band di LIverpool con un baterista dodicenne, un cantante che tenta di nascondere la pelata e un bassista emo, però, hanno fatto un gran lavoro, sudando sette camicie per garantire agli esagitati e saltellanti presenti una serata da ricordare.

La scaletta ha visto brani quali “Our Perfect Disease”, “Tokyo (Vampires And Wolves)” (presentato sul finale per far saltare tutti come matti), “Jump Into The Fog, Last Night I Dreamt”, “Techno Fan” (al solo nominare l’East London il pubblico si è acceso), “1996”, “Walking Disaster”, “Backfire At The Disco”, ” The Champagne”, “Moving To New York” (amatissima dai presenti), “Party In A Forest (Where’s Laura?)” con finale al ritmo di “Let’s Dance To Joy Division”.

Esecuzione ineccepibile, suono perfetto, Dan, il batterista, presissimo dal guidare il gruppo, non solo musicalmente, ma anche idealmente, dato che è lui, il biondino, a guidare moralmente la band e a parlare più di tutti con il pubblico.
Il gruppo non commette errori, è preciso e nitido e fa un pieno sonoro che spacca. Se gli si deve attribuire un difetto, però, forse risulta troppo perfetto per essere vero.

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