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La Legge Sarkozy 2: La Vendetta!

Riprendiamo il discorso lasciato le scorse settimane, anche a seguito dell’intervista con l’on. Cassinelli, che potrete leggere qua.
L’assemblea Nazionale ha arrestato l’iter per l’approvazione del c.d. decreto legge Sarkozy contro la pirateria informatica. La riforma ha ricevuto ventuno voti contrari e solo quindici a favore. Quella che dovrebbe essere una notizia tranquillizzante per gli internauti, necessita tuttavia di alcune attente riflessioni, che potrebbero attenuare l’entusiasmo.

Chiariamo innanzitutto che l’arresto dell’iter legislativo non è dovuto ad una bocciatura, ma piuttosto al semplice fatto che la maggioranza dei deputati era assente il giorno della votazione.
Lasciamo in nota il meccanismo tecnico della normativa costituzionale francese sull’approvazione delle leggi. Sicché l’approvazione della legge è soltanto rinviata al 28 di aprile prossimo. In altre parole: tutto da rifare!

Il progetto di legge Sarkozy, come già sottolineato in altre occasioni, istituisce un’Alta Autorità amministrativa di controllo del traffico internet nazionale. Tale organismo, denominato “H.A.D.O.P.I.” (acronimo di “Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur Internet“) potrà svolgere indagini ed infliggere sanzioni: poteri che – a detta del Ministero de la Culture – permetteranno un’individuazione più rapida degli internauti in infrazione e dunque una maggiore tutela dei beni intellettuali.

Ribadiamo ancora una volta il funzionamento della legge (perché di qui a qualche settimana ne torneremo a parlare con lo stesso terrore): l’internauta che scarichi illegalmente musica o altri files riceverà inizialmente una e-mail di avvertimento. Qualora l’utente perseveri nella condotta illecita, alla e-mail sarà aggiunta una raccomandata a.r.. In caso di ulteriore inadempimento agli avvisi, l’H.A.D.O.P.I. sospenderà la connessione ad internet per un periodo da due a dodici mesi.
La commissione mista aveva reso il testo ancora più coercitivo, prevedendo, oltre alla sospensione della connessione, anche l’obbligo di continuare a pagare l’abbonamento.

A ben vedere, la legge da un lato non risolve le inefficienze normative sulla tutela della proprietà intellettuale, dall’altro appare platealmente iniqua.
Su queste stesse pagine abbiamo stigmatizzato la possibilità di sanzionare un intero nucleo familiare per la condotta illecita posta da uno solo dei suoi componenti. In questi giorni, però, ci sono venute in mente ulteriori obiezioni. Ad esempio, riguardo alla pena accessoria, non si capisce perché far arricchire un soggetto terzo, il gestore telefonico, per una condotta che tutt’al più vedrebbe come parte lesa l’autore dell’opera.
Il problema si complica se il trasgressore abbia operato da un internet point o da casa propria, ma con l’abbonamento intestato ad altro membro della famiglia.
Ad ogni modo, sembra che il 28 aprile il testo verrà votato nuovamente senza l’emendamento dell’obbligo di pagare l’abbonamento.

Sulla questione si è inserito anche Carlo Verdone, intervistato dal Giornale.it.
L’attore-regista, profondamente rammaricato per la provvisoria bocciatura della legge Sarkozy, ha definito la pirateria “una bomba atomica contro l’industria dello spettacolo“.
[PAGEBREAK] Alla vigilia del primo ciak del nuovo film “Io, Loro E Lara“, in cui tornerà ad impersonare un prete, Verdone si è mostrato scettico sulla possibilità di contrastare il fenomeno della pirateria. Ecco le sue stesse parole: “I magazzini di San Marino ricolmi di dvd taroccati, spesso di pessima qualità, sono un ricordo. Oggi c’è la rete! Ormai Internet ha ucciso tutto. Lo sappiamo come funziona. Prendono il video originale, ci montano l’audio italiano, ancora prima che il film americano esca nelle sale e il gioco è fatto. La copia è pronta per essere scaricata all’infinito“.

Verdone sa di essere l’attore più amato nel nostro Paese. “Tra gli italiani sono il più piratato. Chieda alla Guardia di finanza. Come difendersi? Mi sono stufato di fare il testimonial. Posso girare uno spot, divertente o minaccioso, ma non serve a niente. Ti fai pure ridere dietro. È la magistratura che deve intervenire. Intanto da noi è un disastro. Se la pirateria è il cancro che uccide il cinema, allora perché nessuno fa niente? Perché il governo non elabora una legge severa? Sono danni industriali per milioni di euro; significa fare meno film, chiudere i negozi, i Blockbuster. Non è pensabile che la rete abbia tutta questo potere. Ecco, lo dico, noi non possiamo fare niente se non interviene Obama. Deve muoversi l’America“.

L’attore romano depreca la cattiva educazione dei giovani di oggi, tra i quali manca la percezione del reato di pirateria. “La percezione è questa: “Faccio come caz… me pare“. Uno dice: “ah, i figli…!” Ma io i miei li ho educati bene. Vanno al cinema o comprano i dvd. Guardi, non è solo una questione di soldi, che certo incide, c’entra anche la cultura“.

Alla domanda dell’intervistatore, Verdone è sincero: “Inutile essere ipocriti. Pure io ho scaricato illegalmente, ma solo file musicali introvabili. Non scarico la musica che deve uscire, compro il cd, mi piace l’oggetto. I film men che meno. Se non si corre ai ripari chiudiamo baracca e burattini. Ne vuole sapere una? Ero a San Pietroburgo per girare “Italians“. Si avvicina una ragazza russa e mi ringrazia. “Ho imparato l’italiano vedendo i suoi film“, dice. E io: “Grazie, dove li ha visti?”. Lei: “Sono in rete“. C’era tutta la mia vita professionale spiattellata lì, illegalmente, in quel sito russo. Una pena infinita“.

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