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La M maiuscola

Qualche tempo fa, raccontandovi di “Beacons of Anchestorship”, l’ultimo lavoro dei Tortoise, ricordavo come la band di Chicago ha una padronanza tale della strumentazione e del concetto stesso di musica contemporanea da poter creare quello che passa loro per la testa in ogni determinato momento. Beh, questa potrebbe essere la sintesi del loro concerto al Viper Theater di Firenze: due ore di sonorità incredibili cadenzate da ritmi dispari impensabili.

La band dà ampio spazio all’ultimo disco mostrando un amore smodato per il giro di tastiera di “High Class Slim Came Floatin’ In” che viene proposto e riproposto in svariati momenti, mixato e remixato in tempo reale, accelerato e decelerato con l’aiuto di una parte ritmica che non sbaglia un colpo neanche a volerlo fare apposta.
I Tortoise sono cinque Musicisti (la maiuscola non è un errore di battitura) in grado di passare (con facilità) da uno strumento all’altro senza problemi, di trovare in ogni momento il mood e la formazione più appropriati, di improvvisare senza che chi ascolta se ne renda conto. L’attitudine passa in un attimo dal jazz alla drum’n’bass, dall’indie al prog ma tutto va avanti senza una minima sbavatura. La parte melodica sa alternare dolcezza e cattiveria in maniera magistrale giocando attorno ad una chitarra che, quasi deconstestualizzata, sa adattarsi ad ogni evenienza senza andarsi mai a ritagliare uno spazio eccessivo. I giri di synth, invece, diventerebbero al limite del risibile se tolti dalla propria cornice. La parte ritmica è sontuosa, si affida a due batterie o, all’evenienza, a xilofoni e marimbe che, accompagnati da un basso sempre tanto fondamentale quanto impercettibile, ci fa uscire da qualsiasi concezione di tempistica o contro-tempistica.

La performance vola via tutta di un fiato, il pubblico gradisce e il gruppo, il cui rapporto con l’audience sembra, alle volte, più da concerto sinfonico che da live, risponde aggredendo in maniera sempre più audace e convinta la strumentazione per dare vita a svisionate di ogni genere fino a concedere tre encore.

Gran concerto quello dei Tortoise, impeccabile dal punto di vista tecnico come dal punto di vista sonoro. La scaletta è adeguata e il quintetto di Chicago affronta il palco in maniera magistrale, forse un po’ fredda ma vicina alla perfezione artistica.

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