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La maledizione di Babilonia

Edguy e Scorpions. Le loro storie ultimamente si sono spesso intrecciate, tanto che questa sera il signor Kottak e relativa omonima band sono stati i primi a salire sul palco.
Non fosse il batterista degli Scorpions gli avremmo consigliato di cambiar mestiere, invece ci limitiamo a suggerirgli di lasciar perdere l’esperimento canoro e tornare dietro i piatti con i suoi più attempati colleghi.

Bando ai gruppi spalla, anche se il palco allestito è quello “piccolo”, all’Alcatraz l’atmosfera è carica e non sono rare magliette del nuovo album né mancano cappelli da giullare sulle teste di diversi ragazzi.
Milano è pronta.
Musica da circo a introdurre l’entrata in scena dei cinque.

Welcome to the freakshow!
Le prime note sono subito per i pezzi tratti da “Age Of The Joker”: “Nobody’s Hero” e “The Arcane Guild”. Il pubblico dimostra di aver atteso lo spettacolo con impazienza e dimostra tutto il suo calore alla prima delle vecchie glorie in scaletta: “Tears Of A Mandrake”.

Tobias trova il tempo di scherzare annunciando che questo è il primo tour in tutto il mondo, nonché il migliore, chiamato “Age Of The Joker Tour”. E dall’omonimo album ecco arrivare altri due pezzi fra cui la potente e melodiosa “Rock Of Cashel” con una stupenda resa dal vivo.

Arriva il momento di fare i supereroi, ma al povero Tobi viene impedito qui a Milano di giocare con la pedana mobile. Poco importa, è la musica a dettare legge, ed ecco selve di mani alzate a tenere il ritmo per le successive canzoni.

Il frontman appare completamente ripreso dalla malattia che settimana scorsa ha costretto la posticipazione di alcune date e trova un pubblico sempre caloroso nei confronti della band. Solo qualche volta a Tobi tocca ripetere l’incitamento per ottenere ovazioni degne di tale nome, ma la risposta arriva sempre. Gli si obbedisce persino quando viene chiesto a tutti di mettersi in ginocchio!

Con l’avvicinarsi delle ultime canzoni ecco nuove sorprese: “Vain Glory Opera”, introdotta come “The Final Vain Glory Opera” regala qualche arpeggio di “The Final Countdown”, così come troveranno spazio brevi intermezzi di Helloween e Iron Maiden.

A conti fatti abbiamo assistito ad un validissimo spettacolo con una scaletta rinnovata: un estratto da ogni album e ben sei dall’ultimo lavoro, con una buona risposta di pubblico. E Babylon. Perché a Milano e solo a Milano non può proprio mai mancare.

Nobody’s Hero
The Arcane Guild
Tears of a Mandrake
Pandora’s Box
Rock of Cashel
Lavatory Love Machine
Behind the Gates To Midnight World
Superheroes
Robin Hood
(Assolo di batteria)
Ministry of Saints
Vain Glory Opera

Babylon
Hallowed Be Thy Name / The Trooper (Iron Maiden)
King of Fool

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