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La memoria e la speranza

“Un’occasione per rilanciare la necessità di dialogo e comprensione; una voce data agli innocenti cui hanno rubato la vita, ai martiri dei conflitti che da allora si sono susseguiti fino ad oggi, perché dal loro sacrificio ogni uomo si senta responsabile e si attivi per il miglioramento della società e in ognuno nasca un forte bisogno di pace”.

Dichiarazione d’intenti gigantesca, quella di Giorgio Diritti, che rivendica per il proprio cinema un’identità non solo estetica ma politica ed educativa e presenta con orgoglio il suo “L’uomo Che Verrà”, esprimendo il desiderio che il film diventi puntello delle coscienze e delle memorie, italiane e non solo.

Con “L’Uomo Che Verrà”, Diritti sceglie di raccontare per immagini la strage avvenuta per mano nazista nel 1943 nei comuni di Marzabotto, Vado-Monzuno e Grizzana-Morandi; indispensabile un accurato lavoro preliminare di ricerca storica e umana, portato avanti anche grazie al sostegno dell’Istituto Storico per la Resistenza “Parri” di Bologna, attraverso incontri ed interviste con partigiani e sopravvissuti.

Un racconto radicato nel territorio, materialmente realizzato e girato nei dintorni di Bologna, col sostegno della Cineteca e delle amministrazioni locali; doveroso e naturale il ricorso ai volti e ai corpi di numerosi attori non professionisti che Diritti però, intelligentemente, affianca a personalità di solida esperienza. Ecco quindi la pluridecennale esperienza maturata da Claudio Casadio come autore e attore di teatro per ragazzi messa qui, per la prima volta, al servizio del cinema; ecco Alba Rohrwacher, sempre più duttile e sempre più matura, ed ecco Maya Sansa, negli ultimi anni sempre più attiva anche in Francia.

Malgrado la robustezza delle intenzioni, l’indubbio spessore dell’argomento trattato e i premi conquistati, il film è giunto nelle sale in una manciata di copie; la diffusione più capillare, come prevedibile, è a vantaggio dell’Emilia Romagna.
Complice però l’interesse suscitato nelle istituzioni scolastiche, in concomitanza con le celebrazioni per la Giornata della Memoria, dopo la prima settimana il numero di copie messe in circolazione dalla Mikado è cresciuto; del resto, anche il precedente lungometraggio di Diritti, “Il Vento Fa Il Suo Giro”, si è fatto notare non per la massiccia occupazione delle sale, ma per la tenacia paziente di una sala, il Cinema Mexico di Milano, che l’ha programmato ininterrottamente per lunghi mesi.

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