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  • La Metralli: Qualche Grammo Di Gravità

    La Metralli

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La rosa dei Venti

“Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista” – cantava così Caparezza, qualche anno fa.
Ed effettivamente confermare la propria bravura dopo un ottimo esordio non è per nulla semplice.
Il collettivo La Metralli vince queste paure con “Qualche Grammo Di Gravità”: sulle spire del vento – leitmotiv del lavoro- scorrono quindici tracce che mescolano forza e leggerezza, con un cantato in bilico fra virtuosismi (“Ruggine E Carie”) e morbide carezze (basta ascoltare la breve traccia d’apertura “Levante”, ma se ancora non basta, il singolo “Piovevo”). I testi fortemente evocativi e poetici, dall’indole surrealista, fanno il resto.
Così come un abbraccio, questo disco ci culla piacevolemente, donandoci un meraviglioso senso di completezza.

Lo confesso, ho faticato a trovare le parole giuste per descrivere il lavoro di questi ragazzi, composto da un solido strato di sensazioni messe in musica.
Tanta passione, melodie morbide, testi densi di umori… un concentrato di Vita.
Mentre riascoltavo “Piovevo”, è arrivata la metafora dell’abbraccio: qualcosa si scioglie, mentre cresce un senso di intimità ed affetto. Mi lascio avvolgere dalla voce di Meike e da “Levante”, “Maestrale” e “Ponente”.
Fragrante si fa strada, traccia dopo traccia, il profumo di questa rosa dei Venti.
Bravi!

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Contro

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