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La metropoli

Segnali elettrici intermittenti illuminano strade oscure e malfamate, umide correnti serpeggiano tra i palazzi della metropoli, silenzi carichi di tensione sono pronti a deflagrare. La formula creativa dei Pop. 1280, uno dei nuovi gruppi più interessanti della grande mela, consiste nella massiccia iniezione di una dose di follia in un monolite musicale e nell’ibridazione di post punk con una wave oscura come mai prima.

Ispirati nella scelta del nome da un romanzo di Jim Thompson, scrittore di hard boiled, i Pop. 1280 trovano le proprie radici musicali in nomi come Swans, Mission of Burma e Circle X; il loro suono è spoglio, ma anche intriso di vibrazioni elettriche, riverberi, negatività. Una disperazione che causa sovraeccitamento, il percorso incosciente di un nottambulo, l’assenza di remore nel proclamare chiuso il risorgimento della Wave.

“The Grid” è il 12” del gruppo uscito pochi mesi fa per la celebre Sacred Bones, una delle etichette più in voga nel weird punk. Il lavoro, otto tracce per poco più di venti minuti, è il perfetto concentrato di un universo più mentale che musicale. Il pessimismo di “Redtube” e la frenetica danza di “Midget”, tributo ai migliori Birthday Party, sono le vette più alte di un disco perfettamente riuscito, che va tenuto in considerazione come un’uscita tra le più significative del 2010

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