Home > Report Live > La mia prima volta con Belle & Sebastian

La mia prima volta con Belle & Sebastian

Emozionante, divertente, sudato e galvanizzante.
Praticamente tutto quello che non è stata la mia prima esperienza sessuale.
Non avevo un’idea precisa su cosa m’aspettasse andando a vedere i Belle & Sebastian, pur avendo consumato i loro album.
Entro e hanno già iniziato, guadagno le prime file frastornata e scatto foto. Poi attaccanoStep Into My Office, Baby”, spavaldissima sorpasso la transenna con la scusa della fotografia e mi piazzo sotto al palco. In un secondo metto la macchina in tasca, inizio a ballare e cantare. Ero lì sotto, con i piedi di Steve in faccia e l’unico pensiero fisso era “Ancora, ancora, ancora…”

Cercare di essere imparziali recensendo un concerto del genere è inumano, senza contare che oltre ad aver fatto TUTTI i pezzoni cult, i B&S sono tecnicamente dei mostri. Ad ascoltarli e guardarli ti viene davvero il sospetto siano quel tipo di persone che chiamano i loro strumenti per nome, trattandoli come fossero delle ragazze a cui si comprano vestiti ed accessori. E se così fosse, andrebbe comunque benissimo.

Più che a un concerto sembrava d’essere in una gigantesca, ma intima, sala prove a sentire il gruppo del ragazzo del liceo a cui fai il filo da anni. Con gli occhi da adolescente innamorata a cantare tutte le canzoni, con la voglia di dire al mondo “quello lì sarà il padre dei miei figli”. L’unico momento in cui ho accusato un po’ di smarrimento è stato mentre intonavo «I wish that you were here with me to pass the dull weekend». Sentendo la mia voce chiaramente sola, mi sono guardata intorno e chiunque – di qualsiasi età – stava limonando.
Come dargli torto, ad averne la possibilità l’avrei fatto anch’io.
Tecnicamente parlando avrebbero potuto fare meglio solo mettendo i loro dischi in filo diffusione, non c’è stato un attimo di incertezza e la pausa più lunga che si sono concessi è stata quando l’assetato Stuart ha chiesto «Could someone give me a Gin and Tonic?»
Alla fine dell’ultima canzone, quando si sono accese le luci, anche se erano trascorse due ore abbondanti, ero abbastanza convinta che ci avrebbero graziati con un bis. Sono stata immobile, ferma, irremovibile per uno-due minuti, non volevo davvero credere che fosse finito.
Che è un po’ quella cosa patetica per cui le mogli annoiate e psicolabili trascinano avanti matrimoni inutili pur sapendo che il marito le tradisce, da anni, con la segretaria. Segretaria che all’anagrafe, di nome, fa Giovanni.

Consiglio: andate ASSOLUTAMENE ad un concerto di B&S e controllate che nel posto di lavoro del vostro uomo le segretarie abbiano almeno un nome che finisce per A.

Scroll To Top