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La musica digitale all’italiana

Feezy è la nuova piattaforma di distribuzione di musica digitale interamente made in Italy. La buona notizia è che da noi non si era mai vista una soluzione così radicale. La cattiva è che arriva con doloroso ritardo, difficile da colmare nei confronti di concorrenti diretti come iTunes.

Realizzato da One Italia in collaborazione con le major discografiche (Sony, Emi, Universal e Warner), Feezy propone tre sostanziali novità rispetto allo store di Apple. La prima è che pagando un abbonamento mensile si potrà ascoltare l’intero catalogo su qualsiasi piattaforma. La seconda è che è tutto in streaming, quindi le canzoni sono sempre accessibili e non occupano spazio sui nostri dispositivi – in assenza di connessione è comunque disponibile una modalità di fruizione offline. La terza novità è che Feezy si propone come una piattaforma totale: oltre alle canzoni saranno disponibili i testi, le informazioni sugli artisti e numerose funzioni social.

L’evento che ha accolto la nascita di Feezy ha chiamato sul palco esponenti dei vari angoli dell’industria musicale. Dal presidente FIMI Enzo Mazza al direttore del dipartimento digital di Sony Italia, fino ad artisti come Massimo Di Cataldo, nella doppia veste di artista e produttore musicale.

Tra le tante ovvietà su quanto sia cattiva la pirateria e su quanto sanguini il mercato musicale, Feezy è unanimamente e prevedibilmente emerso come il salvatore dell’industria. E forse potrebbe davvero esserlo. Spostando il focus sugli utenti e offrendo una soluzione integrata, Feezy potrebbe dire la sua anche contro i giganti che attualmente dominano la scena (ciao Google, buongiorno Apple).

La serata finisce tra drink e concerti di artisti indipendenti, che circondano il caro vecchio Di Cataldo intimista e acustico con la sua chitarra sul palco in penombra. Al quinto bicchiere di prosecco l’industria musicale italiana ci sembra più splendente della Giuditta di Klimt.

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