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La più amata penna degli anime anni Ottanta

In occasione dell’edizione 2009 di Lucca Comics, Akemi Takada, character design di alcune delle serie animate più amate degli anni Ottanta – “Creamy”, “Maison Ikkoku”, “Orange Road” – ha fatto tappa anche a Milano, presso lo Yamato Shop di via Tadino, e ha incontrato alcuni suoi fortunatissimi fan. La abbiamo incontrata anche noi.

Com’è nata la sua passione per il disegno? Quali sono state le sue fonti di ispirazione?
La passione è nata leggendo e osservando i fumetti di altri. Tra i miei preferiti, al tempo in cui ho iniziato, posso citare “Astroboy” di Osamu Tezuka, “Versaillers No Bara” di Riyoko Ikeda e “Jenny La Tennista” di Sumika Yamamoto. Per quanto riguarda la contemporaneità, al momento apprezzo molto “Il Veterinario Degli Animali”, ancora non tradotto in Italia.

La sua carriera è densa di successi. Ma qual è il personaggio che più ha nel cuore?
Sicuramente Creamy Mami. Anche se è più rinomato il personaggio di Madoka, forse perché è molto amato dal pubblico maschile. Nel 2007, in occasione dei vent’anni dalla creazione di “Kimagure Orange Road” è uscito anche un artbook intitolato “La Madonna”, che ha come principale protagonista proprio Madoka Ayukawa.

Quest’anno si festeggiano però i venticinque anni di Creamy. Com’è stato tornare a mettere mano su un personaggio che ama così tanto?
In realtà non l’ho mai abbandonato. In questi anni ho lavorato a moltissimi box e versioni deluxe di quest’opera che, insomma, è continuata nel tempo.

Vedremo mai un seguito?
Per lo studio Pierrot si tratta di un’opera davvero importante. E proprio per questo motivo farne un sequel rappresenta un rischio enorme. Se infatti la serie dovesse rivelarsi un insuccesso, il colpo sarebbe troppo pesante. Quindi ho paura che nessuno vorrà mai prendersi questa responsabilità.

Creamy è dunque il suo personaggio preferito. Ma qual è invece il personaggio che le ha riservato più difficoltà?
Direi “Patlabor”. In questa serie ho dovuto infatti cimentarmi anche con il disegno di personaggi anziani, e per me si è trattato di una novità.

Qualche anticipazione sui progetti futuri?
Sto lavorando a degli artbook che avranno molto in comune con “Creamy Mami” e con “Patlabor”. Ma ancora non c’è una data di uscita definitiva.

Quindi nessuna serie animata all’orizzonte. Ma cosa pensa della situazione contemporanea della produzione di anime?
Ultimamente, gli anime vengono prodotti con già una precisa idea di target, un target molto specifico. Quando ho iniziato, al contrario, le serie erano pensate per raggiungere il più vasto pubblico possibile, e secondo me è questa la strada migliore da percorrere per creare una buona opera, in grado di entrare nel cuore del pubblico.

Come si relaziona invece alle nuove tecnologie, e in particolare al digitale?
Quindici anni fa, interessata dalla novità, comprai un Mac e cominciai a realizzare opere in digitale. Da cinque anni a questa parte, invece, ho deciso di ritornare al tradizionale disegno a mano, che ritengo migliore sia per la resa visiva sia perché permette di creare un’opera unica, al contrario del digitale che invece consente una riproducibilità rapida e semplificata.

E concludiamo con una curiosità. Lei è anche designer di gioielli. Come coniuga questa attività con quella di illustratrice?
In realtà le mie serie di gioielli più vendute sono quelle dedicate al personaggio di Creamy Mami, quindi è già chiaro come le due attività siano correlate. Ma c’è di più. Sia nel design di gioielli sia nell’illustrazione si tratta di far emergere delle emozioni e di dare forma a un’idea. Il mio atteggiamento, dunque, è lo stesso.

Dov’è possibile acquistare i suoi gioielli?
Per ora si possono ordinare via internet, ma solamente in Giappone. Quindi, se non avete un amico che vive lì, mi spiace, ma non potrete averli! (ride, NdR)

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