Home > Report Live > La presenzazione di “Ancora Ridi”

La presenzazione di “Ancora Ridi”

La fila si crea fin da prima delle 21 al Circolo degli Artisti di Roma, ed è un chiaro segnale che un evento speciale e goloso sta per avere luogo nel locale: Il Muro Del Canto, presenta ufficialmente dal vivo il suo secondo disco, “Ancora Ridi”, uscito il 29 ottobre.

La sala si riempie in fretta ma prima della band romana sale sul palco Tommaso Di Giulio, giovane cantautore romano senza troppe pretese, che lascia il palco al Muro del Canto dopo appena due brani.

Non appena la formazione arriva sul palco (guarda la fotogallery) viene accolta da un caldo applauso di benvenuto, per poi iniziare le quasi due ore di concerto con la titletrack “Ancora Ridi”. Nella prima parte del concerto il nuovo lavoro viene presentato per intero esattamente com’è stato dato alle stampe, se non per qualche cambiamento d’ordine nell’esecuzione dei pezzi. Il pubblico, si dimostra meno preparato su alcuni pezzi, molto di più su altri, che canta con la band, come il primo singolo, “Il Canto Degli Affamati” e altri brani che sono conosciuti dagli affezionati perché già portati sul palco, ancora prima di apparire su un disco, come “Peste E Corna”.

Eseguito per intero “Ancora Ridi” si continua con “Luce Mia”, del precedente “L’Ammazzasette”, il brano a cui sono emotivamente più legati, come spiega lo stesso Alessandro Pieravanti poco prima di attaccare. Da questo momento in scaletta i brani più amati del precedente disco e alcuni classici dei concerti del Muro Del Canto, come “La Malarazza”, sulla quale il pubblico si scatena.

I Muro Del Canto sono in splendida forma e, come sempre, dal vivo riescono a dare alle loro canzoni, già sul disco molto piacevoli, un tocco di vitalità in più, rendendo unica ogni loro esibizione. Così, dopo circa 24 brani eseguiti, il pubblico ne vuole ancora e il gruppo romano non può che tornare sul palco per il bis.

Sarà che i Muro Del Canto, pur se con tinte fosche, esprimono nelle loro canzoni l’amore per la propria città, Roma, e l’odio per ciò che la rovina, come i cosiddetti palazzinari, sarà quella miscela di passato e presente che caratterizza le loro canzoni avvolgendole in un senso di atemporalità, ma il pubblico romano li ama, e Loudvision pure.

Ancora Ridi
Maleficio
Il Canto Degli Affamati
Intanto Er Sole Se Nasconne
Peste E Corna
Palazzinari
L’Osteria Dei Frati
Er Funerale
Lacrima A Metà
Canzone Allagata
Strade Da Dimenticà
Arrivederci Roma
Luce Mia
La Spina
La Terra È Bassa
La Malarazza
Cristo De Legno
Serpe ‘n Seno
Ridi Pajaccio
Quanno Che More Un Prete
Chi Mistica Mastica
Te Possino Dà Tante Cortellate
Bevi Bevi Compagno
Quanto Sete Brutti
M’Hai Messo Le Catene
Canzone Arrabbiata

Bis:
Intro
L’Ammazzasette
Bruceremo Le Chiese
Il Canto Degli Affamati

Scroll To Top