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  • La Rosta: Roba Lieve

    Latlantide Promotions / IWOLRD

    Data di uscita: 09-10-2015

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Si intitola “Roba Lieve” il primo prodotto discografico targato La Rosta, il duo musicale nato dalla collaborazione tra Massimo “Ice” Ghiacci (già membro fondatore, bassista e autore dei Modena City Ramblers) e Marco “Goran” Ambrosi (chitarrista e autore nella band calabro-bolognese dei Nuju).

Il disco comprende 11 tracce scritte e registrate in un anno e mezzo di frequentazioni, rifinite e mixate nello storico studio Bunker di Rubiera (RE) e sono il risultato di una sorprendente mescolanza di “sapori musicali” che mantengono vivo l’ascolto dall’inizio alla fine spaziando da suoni acustici a quelli più elettronici, unendo il country-folk al rock nostrano e suscitando l’immagine di un viaggio capace di accompagnare l’ascoltatore fra l’Emilia e il West.

Ogni canzone è la colonna sonora di un film a sé stante, come tante storie e racconti di vita vissuta che finiscono col consegnare lo scatto fotografico di un’emozione intrisa di malinconia, ma che non abbassa mai il tiro e resta in piedi grazie alla vivacità dei suoni elettronici che si ibrida con strumenti più ricercati (come il bouzouki) e quelli più familiari delle chitarre elettro-acustiche.

Il viaggio inizia con la ballata “Per un Momento Ancora”, passando subito alla più impegnata “Canzone sui Binari N. 1” che ricorda il vecchio cantautorato degli anni 70-80 e giungendo poi alla title track che (un po’ come il titolo evoca) si lascia andare ai ricordi lontani e alla nostalgia senza scadere nella compassione. “La solitudine” rallenta i ritmi e scorre come una cavalcata western in mezzo alle praterie, ma ci pensa la traccia n. 5 “Troppo Tempo Qui da Solo” a riaprire le danze e a guidare l’ascoltatore fino alla strumentale “Via Adua” e poi alla poesia d’amore nascosta tra le pieghe di “Tutti i Tuoi Suoni” (dove emerge tutto il talento della penna di Ghiacci e Ambrosi). Dopo l’agrodolce sfondo vintage de “L’Estate dell’80” si continuano a celebrare le emozioni e le sensazioni della stagione calda attraverso le immagini nostalgiche intrappolate nelle luce delle “Lucciole” di campagna, prima di tornare a racconti di vita segnati dalle difficoltà di questo momento storico (come fa “Emma”) e giungere alla fine del viaggio approdando alle atmosfere e alle sonorità quasi oniriche di “Lizzy Luz”.

“Roba Lieve” è sotto molti aspetti un esperimento riuscitissimo che farà sorridere i fan del genere folk e del cantautorato alla “vecchia maniera”, quello fatto di immagini evocative in grado di partorire più di una semplice interpretazione. Forse ci si aspettava qualche “distorsione” in più visti i retroscena musicali dei due autori, il che sicuramente avrebbe smorzato il senso di nostalgia e malinconia che accompagna l’intero album (a meno che non si tratti, ovviamente, di un effetto voluto). Nel complesso il risultato è senz’altro positivo.

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