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  • La Ruota delle Meraviglie

    Diretto da Woody Allen

    Data di uscita: 14-12-2017

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Torna al cinema Woody Allen, sotto l’ala produttiva di Amazon Studios, con “La ruota delle meraviglie” (“Wonder Wheel”): un tragedia della fragilità umana ambientata sul lungomare anni 50 di Coney Island, che guarda al teatro classico e a quello americano (Tennessee Williams, già evocato nel recente “Blue Jasmine”), ma anche un’esecuzione cinematografica perfetta nella quale scrittura e racconto per immagini si fondono con una leggerezza impressionante. E poi ci sono loro, gli attori.

Kate Winslet fa suo un ruolo gigantesco, giocato su molteplici registri: c’è la bellezza (se amate Kate, sarete sopraffatti dalla commozione), c’è la disperazione, c’è il senso di colpa, c’è l’aggrapparsi a qualcosa o qualcuno (il bagnino interpretato da Justin Timberlake) per non morire, c’è la determinazione, c’è la finzione, c’è la vendetta, c’è la distruzione e l’autodistruzione. Ma ci sono, naturalmente, anche deliziosi tempi comici.

D’obbligo citare poi Juno Temple, che è la figliola del regista inglese Julien ed era già bravissima nel 2006 come figlia adolescente di Cate Blanchett in “Diario di uno scandalo”, passando poi per “Espiazione” fino a “Killer Joe”. Qui la sua Carolina si scontra con la Ginny di Kate Winslet in un duello che si potrebbe liquidare come rivalità femminile ma è innanzitutto rivalità umana, quella naturale ferocia che regola i rapporti tra persone, e che le regole sociali vorrebbero regolare finendo invece per esasperarla. Con conseguenze molto pericolose.

Alla fotografia di “La ruota delle meraviglie”, come per il precedente “Café Society”, troviamo Vittorio Storaro, e lodarne ancora una volta il grandioso lavoro potrebbe sembrare ridondante, banale, ovvio. Vale la pena, in ogni caso, notare come Storaro traduca questa sua grandiosità in un’estrema naturalezza, catturando le più spericolate variazioni di luce con una semplicità sconcertante (in “Café Society” c’era un repentino passaggio luce -> buio -> lume di candela che lasciava senza fiato). Qui i volti dei protagonisti diventano rossi e blu sotto le luci del luna park, prendono fuoco al sole, e si rivelano nel freddezza della rainlight, la luce della pioggia. L’effetto è teatrale, di marcata finzione quasi espressionista, ma anche drammaticamente reale, perché al luna park le nostre facce diventano davvero blu, e davvero il sole rosso al tramonto ci abbaglia. Vero e falso, vita e teatro (o cinema, comunque play), pioggia e fuoco. Wonder Wheel.

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Contro

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