Home > Recensioni > La Scala Shepard: Eureka
  • La Scala Shepard: Eureka

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 17-11-2016

    Loudvision:
    Lettori:

Eureka” è una bella scoperta. L’esclamò Archimede e lo facciamo noi ascoltando il nuovo album de La Scala Shepard (uscito il 17 novembre 2016) che ha preso proprio questo termine in prestito come titolo. Un buon auspicio divenuto realtà. Il disco è co-prodotto da MusicRaiser e Alessandro Martinelli.

La band folk romana, dopo l’ottimo esordio con “Di Passaggio”, ci presenta una versione più grande e matura di quelli che erano solo un anno fa, ma anche più decisa e sicura di cosa vuole scrivere e come vuole farlo sentire. Questa è l’impressione che si ha, a partire dalla radiofonica “Non Ti Fidare Mai Di Un Artista” in cui una spiccata classe e gusto compositivo incontrano ironia e melodia realizzando così un singolo perfetto che difficilmente abbandonerà le vostre teste.  Altro esempio di classe da questi ragazzi è “Cristoph e Dorothea”, più danzereccia, un po’ gipsy, in cui si salta sulle note della tastiera e sulla chitarra, cantando un altro ritornello azzeccato alla perfezione. Nota di merito, oltre all’ottimo lavoro strumentale, è l’intreccio delle due voci, Alberto Laruccia e Claudia Nanni, che si fa elemento peculiare del sound della band come una bella conversazione tra due amici di una vita che sanno camminare a braccetto senza mai intralciarsi.

La Scala Shepard con Eureka entra di diritto tra i nomi più interessanti della scena folk rock italiana, con il merito di aver pubblicato un album arguto e melodico svecchiando un genere che sembrava fortemente indirizzato verso un lento, ma inesorabile decadimento.

Pro

Contro

Scroll To Top