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  • La scuola più bella del mondo

    Diretto da Luca Miniero

    Data di uscita: 13-11-2014

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Dopo il recente “Un boss in salotto” (2014), e i “Benvenuti” al Sud (2010) e Nord (2012), torna Luca Miniero con il suo amato tema che da sempre divide gli italiani in “polentoni” e “terroni”.

In “La scuola più bella del mondo” la dicotomia geografica è tra Val d’Orcia e Acerra, e Christian De Sica e Rocco Papaleo sono i protagonisti dell’allegrotta commedia piazzata tra i banchi di una scuola media toscana.

Il preside Brogi (De Sica) per vincere anche quest’anno la gara artistica della festa dei giovani, e accaparrare i favori di politici e famiglie, pensa bene di far commuovere giocando la carta dello scambio culturale con una scuola africana: Accra in Ghana, per la precisione. Peccato che il bidello incaricato dell’invio della richiesta accetti il “suggerimento” del motore di ricerca, modificando erroneamente il nome della città da Accra a Acerra.

Lo scambio culturale avverrà sì, quindi, ma il risultato sarà l’arrivo di una masnada di ragazzini campani capitanati dal professor Gerardo, Jerry per gli amici (Papaleo). Il folclore si sprecherà, con l’aggiunta – per la fazione nordica – dell’ormai immancabile Angela Finocchiaro, e della Miss Miriam Leone nei panni della prof d’inglese; e per la squadriglia del sud, del grande Lello Arena.

De Sica e Papaleo formano un ottimo duo di battute e gag tipicamente nostrane, seguendo una scia che intreccia entrambi in recenti pellicole che li hanno visti interpreti indiscussi della comicità pseudo dialettale. Da una parte Alessandro Siani, protagonista dei “Benvenuti”, per “Un principe abusivo” ha scelto De Sica, dall’altra Rocco Papaleo, dopo la sua “Piccola impresa meridionale“, è stato preso per “Un boss in salotto“, penultimo prodotto di Luca Miniero.

In uscita nelle sale il 13 novembre – prodotto da Cattleya e distribuito da Universal Pictures – “La scuola più bella del mondo” troverà piacevole riscontro in ogni spettatore del Belpaese, perché ogni apparente luogo comune affonda le radici nella storia di ognuno di noi.

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