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Festival di Sanremo: La serata Story

Sanremo Story, tappa dedicata alle canzoni che fanno fatto la storia del Festival, inizia con un contributo d’annata: un filmato dell’istituto Luce che ci fa rivivere l’atmosfera sanremese di fine anni ’50 in cui ci si chiede “Quale sarà la prima parola che pronunceranno quest’anno al Festival?” “Balengo!” risponde Luciana Littizzetto scendendo la scalinata con un abito indossato da Nilla Pizzi nel 52′. L’Asteroide DA14 questa sera più che mancare la Terra, ha mancato il teatro Ariston.

Una deliziosa Malika Ayane accompagnata da due baldi giovani in frac, canta “Cosa Hai Messo Nel Caffè” che vinse Sanremo con Riccardo del Turco nel 1969. La Ayane balla in stile “Maria De Filippi” ma è la performance del riscatto, ecco la Malika che ci piace!
Daniele Silvestri celebra il ricordo Lucio Dalla con “Piazza Grande”. Con una coppola in testa si siede sulle scale del palco e fa sua una canzone che probabilmente avrebbe voluto scrivere lui.

Dopo il rimprovero di Luciana a Fabio Fazio che “twitta” troppo durante la diretta, si ritorna nel cuore della serata con Annalisa che, probabilmente, subisce in “Per Elisa” di Alice 1981 una Emma Marrone che sembra aver ingoiato un pezzo di asteroide prima di salire sul palco e fa sua la performance che avrebbe dovuto essere di Annalisa.

I Marta Sui Tubi, in splendida forma, accompagnati da Antonella Ruggero ci riportano indietro alla fine degli anni ’50 con «Nessuno» di Mina. Gulino è talmente emozionato che a fine esibizione abbraccia violentemente Luciana facendo volare la scaletta della serata per terra.

Arrivano «I figli di» che, forse qualcuno ricorderà, condussero la peggiore edizione di tutti i tempi nel 1989: l’edizione delle papere e degli errori seriali con Danny Quinn, Rosita Celentano, Gianmarco Tognazzi, Paola Dominguin. “Credo oggi la rifaremmo uguale “, commenta la Celentano. Ad interrompere questo scempio ci prova Raphael Gualazzi che ripropone in chiave jazz “Luce (tramonti a nord est)”.,la canzone che permise a Elisa di vincere il Festival nel 2001. In realtà Raphael l’ha talmente fatta sua che di Elisa son rimaste solo le parole, ma ci piace.

I Modà interpretano “Io Che Non Vivo” ma sono decisamente in ritardo sulla scaletta e quando Kekko Silvestre tenta di raccontare un aneddoto con Pino Donaggio, viene bruscamente interrotto da Fabio Fazio con un “Siamo tutti contenti ora potete andare“. Arriva Simone Cristicchi con “Canzone Per Te” di Sergio Endrigo. Per una volta non ci angoscia i suoi con presagi di morte.

Con una Luciana nelle vesti di “Mamma-di-uno-dei-Beatle“, o più semplicemente vestita come Caterina Caselli nel ’66, le battute si sprecano e la Littizzetto confessa di sentirsi a suo agio come lo sarebbe “Giovanardi sul carro del Gay Pride”. Quell’anno la Caselli cantò “Nessuno Mi Può Giudicare”. Ripensando a come si stanno vestendo i cantanti in questa edizione siamo tutti d’accordo con lei.

Arriva l’unica che non deve ricevere lezioni di stile, Simona Molinari che con Peter Cincotti e Franco Cerri in veste di ospite, riporta a Sanremo “Tua” di Jula De Palma, una canzone che nel ’59 scandalizzò per il testo e per la sensuale interpretazione. Segue Maria Nazionale che campanilisticamente esegue “Perdere L’Amore” di Massimo Ranieri. Sembra che canti in napoletano anche quando non è così. Presentando il maestro Mauro Di Domenico suo ospite, Maria Nazionale commenta: “Se ne è caduto o’ teatro“. Cara Maria, ringrazia l’Asteroide che ci ha maledettamente ripensato e ha cambiato traiettoria.

Questa sera Marco Mengoni, si presenta senza il ciuffo, il che fa pensare che quella delle sere precedenti fosse una extension e canta, quasi commosso, “Ciao Amore Ciao” di Tenco.
[PAGEBREAK] Dopo una clip in omaggio a Mike Bongiorno, questa sera si inaugura una statua di bronzo a lui dedicata dove è raffigurato mentre pronuncia il suo storico “Allegria”. Di incommentabile botulinica presenza, la moglie ringrazia. Se arrestasserop il suo chirurgo estetico ringrazieremmo anche noi.

Nel frattempo Luciana Littizzetto presenta “un-uomo-un-walter“: Rocco Siffredi che duetta con Elio E Le Storie Tese in “Un Bacio Piccolissimo”: un gioco di dimensioni in cui gli Elii interpretano il ruolo dei sette nani. È la volta di Max Gazzè in “Ma Che Freddo Fa” di Nada. Lo ricorderemo per la sua giacca.

Una standing ovation del teatro Ariston accoglie Pippo Baudo. “Non c’è cosa più bella di un applauso”, commenta, e, dopo un finto appassionato bocca bocca con la Littizzetto, conquista il Premio Città di Sanremo ai suoi 54 anni di carriera. Pippo Railander confessa che vorrebbe ancora continuare a fare televisione “bene ed educata”. Spazio ai giovani insomma…

A chiudere la parentesi amarcord seguono un’esibizione senza infamia e senza lode di Chiara in “Almeno Tu Nell’Universo” di Mia Martini nella versione cover di Elisa e gli Almamegretta con “Il Ragazzo Della Via Gluck”. Privati di Raiz che decide di rispettare lo shabbat, ne approfittano per un sound raggae-hip hop e si avvalgono della collaborazione di James Senese. “Lasciate crescere l’erba“, chiedono…

A precedere la gara dei giovani Stefano Bollani gioca come sempre con il pubblico improvvisando un medley sanremese con “Terra Promessa”, “Papaveri e Papere”, “Vita Spericolata”, “Nel Blu Dipinto di Blu”.

La finalina dei giovani inizia alle 23.49 con a raffica: Antonio Maggio in “Mi Servirebbe Sapere”, Ilaria Porceddu con “In Equilibrio”, i Blastema in “Dietro L’Intima Ragione” e Renzo Rubino con “Il Postino (Amami Uomo)”. Alle 00.19 danno lo stop al televoto. Ben 30 minuti intervallati da 2 lunghissimi blocchi pubblicitari. Spazio ai giovani forever…

Fazio spara ancora qualche cartuccia con Caetano Veloso che consegna il premio Sergio Bardotti a Il Cile per il testo di “Le Parole Non Servono Più”. Lui arriva con gli occhi lucidi, non si sa se per l’emozione o per il sonno.

Dopo il duetto di Caetano Veloso e Stefano Bollani in “Come Prima Più Di Prima” arriva il colpo di grazia finale con il corvo Rockfeller e il suo ventriloquo che ci riporta negli anni ’80. Alzi la mano chi è sopravvissuto anche a questo. Quando ormai i più hanno abbandonato la nave, finalmente si ricordano di premiare i giovani ed eccoli tutti sul palco. Non stupisce il Premio della Critica “Mia Martini” a Renzo Rubino.

La giuria di qualità di questa edizione pesa per il 50% sulla classifica finale del Festival. Presidente Nicola Piovani ed in giuria: Eleonora Abbagnato, Stefano Battezzati, Cecilia Chailly, Serena Dandini, Claudio Coccoluto, Rita Marcotulli, Paolo Giordano, Nicoletta Mantovani Pavarotti e Neri Marcorè che sostituisce il forfait di Carlo Verdone e che verrà a sua volta sostituito perla finale da Beppe Fiorello…

Sale sul palco Nicola Piovani con “la busta” ed a sorpresa incorona vincitore di questa edizione Antonio Maggio, che, come tradizione dei talent-show vuole, piange.

E adesso lo sprint finale…

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