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  • La Spia – A Most Wanted Man

    Diretto da Anton Corbijn

    Data di uscita: 30-10-2014

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Dopo che “La Talpa” di Tomas Alfredson qualche anno fa ha provato che è ancora possibile parlare di spionaggio al cinema con grande qualità, c’è stato un certo rifiorire del genere, soprattutto sul fronte europeo.

Tra i numerosi adattamenti in arrivo ispirati dal genio dello scrittore inglese John Le Carré, “La Spia – A Most Wanted Man” (presentato qualche giorno fa anche al Festival del Film di Roma) può anche vantare l’ultima, notevole interpretazione del recentemente scomparso Philip Seymour Hoffman.

Il suo Günther Bachmann è il fulcro narrativo e drammatico del film, un agente segreto di medio livello, solitario e silenziosamente autodistruttivo, che tesse pazientemente la sua tela di contatti e informatori attorno a quello che sembra un innocuo filantropo arabo. La speranza è quella di usare un evento imprevisto come l’arrivo del clandestino ceceno Issa Karpov per avvicinare l’obiettivo e incastrare attraverso di lui capi terroristi senza volto ed identità. Costretto alla solitudine e alla mesta menzogna, Bachmann si a guardarsi le spalle sia dai suoi nervosissimi contatti sia dai piani alti dell’intelligence tedesca e americana, più inclini a una soluzione istantanea e interventista.

Anton Corbijn non ha la perfezione stilistica di Tomas Alfredson ma sfrutta una storia sapientemente intessuta da Le Carré di atmosfere paranoiche post undici settembre, ambientazioni tedesche e metodi sorprendentemente tradizionali per un film di spionaggio contemporaneo.

Hoffman e la sua squadra passano più tempo ai margini della comunità islamica tedesca che a smanettare con telecamere e computer, il loro lavoro certosino è incredibilmente fisico, quasi impiegatizio, scevro di qualsiasi violenza o livore non necessari.

“La Spia” risponde all’ardore spesso immotivato per la giustizia a stelle e strisce con l’ambiguità e l’ambivalenza della precaria rete di contatti sui cui si appoggia il protagonista e con la solitudine umana e l’insistente sensazione di tradimento perpetrato e subito. Pochi, efficaci e realistici colpi di scena condiscono un ottimo film che riporta le spie nel mondo reale, lasciando che la mancata tensione emotiva esploda in uno dei finali più belli dell’annata.

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Contro

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