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La tarantella del Kaiser

Se volete vedere un inglese matto che si arrampica ovunque e fa delle acrobazie: andate ad un concerto dei Kaiser Chiefs. Se volete divertirvi ascoltando buona musica inglese (e non solo): andate ad un concerto dei Kaiser Chiefs. Grande organizzazione per il The Future Is Medieval Tour, con ben 2 band di supporto: infatti si tratta dello stesso Tour Manager dei KC, che fa le cose in grande, ma fa durare il concerto solo un’ora e un quarto o una ventina di minuti… dev’essere una tattica perché ti lascia la sensazione di qualcosa di non finito. Puntualissimi iniziano i Transfer, band di San Diego, con le loro cinque canzoni. Non ci si annoia di sicuro. Un rock bello tosto, il loro, tra i Radiohead, i Flaming Lips e gli Arcade Fire. E che dire del ‘mostruoso’ batterista, nonostante la pettinatura anni ’80 da Matt Bianco? E che dire del bassista, che ad un certo momento si mette a suonare il basso e le tastiere contemporaneamente? Paura! Bravi Bravi Bravi (e simpatici).

Seconda band supporter: i Tribes. La differenza si nota subito sia dai vestiti che dal loro sound. Vengono da Londra. Sono una band indie-rock e il loro sound si avvicina a quello dei Pixies (anche se in Inghilterra i giornalisti li hanno addirittura elevati a “nuovi Nirvana”, ma francamente non ci hanno colpito tanto da poterli paragonare a un Kurt Cobain). Anche loro si fanno le loro 5 canzoni, fanno gli auguri di compleanno alla mamma del loro cantante, che si trova in mezzo alla folla, e via. Viene da pensare che il tour manager abbia origini svizzere. Strano come i gruppi americani abbiano un sound che si inspira ai gruppi inglesi, e come un gruppo inglese si ispiri a un sound americano.
Ma torniamo a noi. Ed ecco finalmente che parte il pezzo tutto strumentale “Howlaround” come intro al concerto. Entra la band in scena, ovviamente tra urla e applausi. Attaccano senza dire una parola con “Every Day I Love You Less And Less”: è come lanciare una bomba in mezzo a una pizza affollata. Il pubblico quasi fa venir giù tutto per quanto salta quando, subito dopo, i Kaiser Chiefs attaccano con “Never Miss A Beat”: la folla impazzisce. Wilson si butta sulle prime file tendendo il microfono a tutta la folla, che canta a squarciagola. Intorno solo facce sorridenti e già sudate. Dopo una elettrica “Little Shocks”, abbiamo anche un piccolo regalo da parte dei KC: “Put Me On The Cover Of Your Magazine”, che suonano per la prima volta in assoluto. È una loro vecchia canzone di quando ancora si chiamavano Parva, e la dedicano ad un loro grande fan italiano che è presente tra la folla: è bello sapere che ci sono band che considerano i fan. Seguono due brani un po’ più lenti per riprendere fiato – ma neanche tanto dato che, comunque, come per tutto lo show, Ricky Wilson continua a saltare da una parte all’altra, lancia il microfono e lo riprende al volo, gioca con l’asta del microfono, lancia in aria il cembalo. E si riparte. Mischiano il nuovo (le più serie “Starts With Nothing” e “Man On Mars” – quest’ultima cantata dal batterista – e la bellissima “Kinda Girl You Are”) con il vecchio. Fino a “Take My Temperature” che vede Wilson partire improvvisamente di corsa e percorrere tutta la balconata che gira intorno alla sala passando tra la gente divertita e incredula davanti alla sua pazzia. Per l’encore una canzone stupenda rivisitata e adattata al live: “Love’s Not A Competition” e la canzone con cui la band iniziò, nel lontano 2004, il primo singolo “Oh My God”.

In realtà del nuovo album eseguono solo cinque canzoni (compresa l’intro). Poche, direte voi. E il perché ce lo domandiamo anche noi. Le nostre ipotesi sono: 1) la canzoni sono poche perché sono completamente diverse dalle altre, con un effetto diverso nel live: non sono da pogo, rallentano troppo il ritmo dello show; 2) le canzoni sono poche per una strategia di marketing del Tour Manager svizzero. Comunque sia, alla fine del concerto il cantante era stanco morto ma band, supporter, pubblico, i tipi dei Magazzini Generali, tutti erano contenti e gonfi di soddisfazione… e con la voglia di rivedersi.

Intro: Howlaround
Every Day I love You Less And Less
Never Miss A Beat
Little Shocks
Everything Is Avarage Nowadays
Put Me On The Cover Of Your Magazine
Modern Way
Man On Mars
Good Days Bad Days
Ruby
Angry Mob
Na Na Na Na
Starts With Nothing
I Predict A Riot
Kinda Girl You Are
Take My Temperature

Encore:
Love’s Not A Competition
Oh My God

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