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“La Terra dei ricordi” ad Augusta per i giovani

Torna in scena con “La terra dei ricordi” Pierpaolo Saraceno, regista e attore che abbiamo già incontrato a Roma. Ieri il giovane Saraceno ha deciso di regalare al suo paese, Augusta, un’opera nata da un sogno. Alla realizzazione dello spettacolo hanno preso parte anche l’attrice Mariapaola Tedesco, alcuni giovani della zona — Giuseppe Zappalà, Valentino Bandiera e Stefania Musumeci — già noti al palcoscenico augustano per aver recitato in “La Sicilia… Ieri e oggi” e Andrea Pergolizzi nel ruolo del “venditore di noccioline”. Il piccolo protagonista, infine, è Yuri Impellizeri, di 11 anni.

Quello del teatro è un fenomeno “nuovo” tra i giovani di Augusta soliti a riunirsi la sera in piazza. Saraceno ha voluto animare le serate nel tentativo di appassionare il giovane pubblico a questa bellissima forma d’arte, da molti messa da parte anche a causa della mancanza di una struttura adeguata.

«”La terra dei ricordi” è l’ulteriore conferma di come si possa ottenre un buon successo di pubblico, soprattutto giovane — dice Claudio Forestiere, che ha presentato lo spettacolo — Speriamo ce ne siano tanti altri. Il teatro è una forma d’arte che va valorizzata ad Augusta nonostante non ci siano le strutture idonee per questo tipo di attività. È anche una forma di denuncia per la mancanza di una sede dove potersi esibire. Questo secondo spettacolo è la conferma che il successo del primo non è stato casuale e con questo’altro ci si prospetta una terza, una quarta esibizione dei ragazzi e ciò non può fare che piacere”.

Dopo lo spettacolo abbiamo chiacchierato con Pierpaolo Saraceno e Mariapaola Tedesco.

Ciao Pierpaolo! Come nasce “La Terra dei ricordi”?
Nasce da un sogno. Ogni volta stare fuori di casa e pensare al proprio paese natale ti porta a un’emozione tanto da condurti a scrivere, almeno per me che ho questa passione. Buttare fuori parola per parola ciò che stai provando in quell’istante, di notte, svegliandoti per caso.

Quali sono le emozioni che volevi trasmettere con questo spettacolo ai tuoi conterranei?

Ciò che c’era prima e ciò che non c’è più. Ciò che hanno vissuto i nostri genitori e di cui noi sentiamo la mancanza perché lo conosciamo solo attraverso i loro racconti: il venditore di noccioline, il pescivendolo che narrava le storie ai bambini, il famoso pastore, il ricottaro, la signora Maria che era una mia vicina di casa che si metteva sempre fuori a fare l’uncinetto. Potrei definirlo una sorta di teatro emotivo.

Quindi il protagonista Michelino sei tu.
Michelino sono io. Quella è la mia storia. Dal venditore che mi svegliava la mattina a questi che iniziavano ad allietare le famiglie, a unirle e farci stare tutti insieme sgranocchiando la nocciolina. Ho riportato i momenti più emozionanti e nostalgici e che mi hanno condotto a esplicare queste emozioni attraverso il racconto di un diario. Tra l’altro è un diario che io ho realmente e che ho sempre conservato. Mi sono limitato a leggere delle immagini tratte dalla realtà.
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Come mai
in questo spettacolo hai scelto di fare la voce narrante?
Volevo condurre la gente in un ricordo e quindi nell’attualità, anche nell’abbigliamento molto moderno, volevo raccontare e farli sognare insieme a me. Un’interazione continua tra persona reale-attore e spettatore. Insieme agli altri attori abbiamo creato questo flashback che ci riconduceva al passato. Abbiamo posto questa messa in scena su due piani diversi, l’attualità e il passato.

Quanto valore ha per te la tua terra, Augusta, la Sicilia, tanto da portarla in scena?
Amo la mia terra e sono fiero di essere siciliano. Ogni volta che mi nominano la mia terra è un brivido. È una lacrima continua. Anche in quegli spettacoli dove non c’entra nulla parlare della propria terra per me è e sempre sarà frutto d’ispirazione.

Su cosa ti sei basato nella scelta dei ruoli?

La scelta dei ruoli nasce da una ricerca interiore su ogni singola persona presa per caso qui ad Augusta, iniziata già dallo spettacolo precedente, “La Sicilia..Ieri e oggi”, e da lì ho avuto modo di fare una ricerca personale per arrivare a tirar fuori le emozioni che abbiamo portato in scena.

Porterai “La terra dei ricordi” anche in altre città della Sicilia?
Assolutamente sì. Ho intenzione di farmi una bella tournée siciliana. Magari rimodellando lo spettacolo e facendone sempre un'”opera prima”, come dice sempre il buon Tornatore.

Qualche accenno al prossimo progetto?
Non posso dire molto. Sarà qualcosa che ci riguarda non personalmente, quanto per sentito dire. Sarà, come nel caso dello spettacolo “Radio Aut – La voce di Peppino Impastato”, una chicca che guarda alla storia dei nostri bisnonni, all’infanzia dei nostri nonni. Con quello si concluderà il progetto emotivo siciliano.

Mariapaola, nche qui interpreti il ruolo di mamma. In “Radio Aut” eri la mamma di Peppino Impastato, qui sei la mamma di Michelino. Quali differenze noti tra i due ruoli.
Fare la mamma mi piace. In “Radio Aut” si trattava di interpretare una mamma distrutta dal dolore per la perdita del figlio, è uno stato d’animo completamente diverso. La mamma di Michelino è la mamma che come tutte tiene il figlio per mano, lo coccola, lo sistema. È una mamma che vuol far conoscere al figlio gli aspetti importanti della sua terra e dà i consigli tipici di ogni madre. Nel monologo finale è una madre contenta della realizzazione del figlio, anche se prova dispiacere per la sua lontananza e quindi nostalgia, apprensione, l’ansia dei preparativi per il ritorno a casa.

Hai ritrovato degli atteggiamenti di tua mamma?
Sì, lo spettacolo è un’autobiografia per quanto riguarda Pierpaolo, ma è anche un aspetto che ho riscontrato nel mio personaggio perché ho rivissuto mia madre quando ero piccola nel darmi i suoi insegnamenti, i suoi consigli. Vivo a Roma da tre anni e mia madre fa esattamente quello che fa la mamma di Michelino.

Cos’è per te “La terra dei ricordi”?
Per me è un’opera eccezionale, non perché ci sto dentro ma perché sono obiettiva. So che il messaggio è importante. Fa capire ai ragazzi di oggi di non dimenticare le proprie origini e tutti i personaggi tipici del paese che non ci sono più. È giusto conoscere le proprie origini, rispettarle e farle conoscere a tutti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Non imminenti. Con Massimiliano Pazzaglia riprenderemo “Il cadavere in bicicletta” e poi ce ne sarà un altro con Andrea Pergolari.

Pierpaolo, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo spettacolo?
Vi dovete aspettare ciò che volete. Una persona in un’opera teatrale prende ciò che vuole: lo sdegno, la gioia, il ricordo, l’amore. Puoi prendere qualsiasi cosa! È teatro, no?
[PAGEBREAK] La soddisfazione per il successo ottenuto e la felicità di aver potuto portare in scena lo spettacolo nella propria città emerge anche dalle parole degli altri protagonisti di “La Terra dei ricordi”.

Yuri Impellizeri, nel ruolo di Michelino: «All’inizio ero emozionato. Michelino è una persona curiosa che non vuole fare i compiti e sempre alla ricerca di cose nuove da scoprire. Mi sono divertito molto».

Valentino Bandiera, nel ruolo del pescatore: «”La Terra dei ricordi” è un modo come un altro per ricordare alla gente cosa si è perso della Sicilia. Il nostro intento era quello di lanciare un messaggio ai giovani augustani attraverso il teatro».

Stefania Musumeci, nel ruolo della signora Maria: «Per me “La Terra dei ricordi” è rivedere tutte quelle tradizioni e mestieri di una volta che sono andati perduti. Spero siamo riusciti nel miglior modo possibile a trasmettere quelle emozioni e quella visione. La signora Maria è la classica “donna di casa” di quei tempi, ed è stato interessante tornare indietro nel tempo a qualcosa che adesso è solo un ricordo».

Giuseppe Zappalà, nel ruolo del ricottaro: «Per me “La Terra dei ricordi” non è nulla, perché sono ancora qui e la sto vivendo. Quando non la vivrò più diventerà la terra dei ricordi. Il ricottaro, purtroppo, è una figura che non ho mai vissuto per via della mia giovane età. Devo dire, però, che grazie a Pierpaolo e queste piccole esperienze sto ricominciando a vivere delle emozioni che purtroppo oggi i giovani della mia età non vivono».

Andrea Pergolizzi, nel ruolo del venditore di noccioline: «È stata un’esperienza bellissima ed emozionante. La mia famiglia è di origine catanese, ma è da quando sono nato che vivo ad augusta e faccio parte di quella generazione che ricorda le bellezze e le usanze di questo paese. Una volta non si entrava dentro un cinema se non compravi le noccioline americane e le semenze, erano come i nostri pop corn di oggi».

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