Home > Recensioni > La Torre Nera

Atteso e infinitamente rimandato, l’adattamento di “La Torre Nera”, il monumentale ciclo di romanzi fantasy di Stephen King, vede finalmente la luce in una produzione di basso budget e di scarsa visione artistica e narrativa, indegno dell’opera originale tanto quanto dell’attenzione del pubblico estivo.

Ci sono altri mondi oltre a questo, e il mondo di Roland di Gilead (Idris Elba) da qualche tempo ha cominciato a accorgersene. L’Uomo in Nero (Matthew McConaughey), uno spietato emissario del Re Cremisi, sta bombardando la chiave di volta dell’universo, la Torre Nera. Una volta crollata, i mondi di questo universo collasseranno e i mostri se ne impadroniranno. Chi è il Re Cremisi? Chi può impedire questa catastrofe? E come? E perché? Storie per un’altra occasione. “La Torre Nera” si concentra sulla parabola formativa del giovane Jake Chambers (Tom Taylor), ragazzino newyorchese molestato da sogni di altri mondi finché non riesce a entrare in uno di questi, il Medio-Mondo, desolata landa post-apocalittica assediata dai mostri. È qui che incontra Roland, l’ultimo Pistolero, in missione vendicativa contro l’Uomo in Nero, responsabile (fra le altre cose) dello sterminio di tutti i suoi cari.

I mostri minacciano l’umanità: difficile trattenere gli sbadigli. Una produzione che tenta di cavare sangue dalle rape (ovvero il poco budget di cui disponeva) emulando i canoni del disaster movie e dell’eroismo cavalleresco. Ma il paragone con Stephen King, che nei romanzi raccoglie esattamente la stessa sfida, è impietoso: il ciclo di libri de “La Torre Nera” è meta-narrativo e quando decide di sfidare un certo genere narrativo lo disseziona a livello molecolare, lo contamina, lo ricostruisce e lo lascia evolvere in direzioni inedite. Il film sembra invece vantarsi dell’operazione inversa: omaggiare la macchinosa opera kinghiana prendendone pochi spunti, dimenticandosi della certosina costruzione dell’autore e riportandola alla sua condizione grezza di archetipi, educativi e interessanti solo per un pubblico di istruzione prescolare. Come Stephen King abbia potuto approvare con soddisfazione questa sceneggiatura che stilizza bambinescamente e dissenatamente appiattisce il suo lavoro di una vita, va oltre ogni innocente tentativo di spiegazione.

In ruoli che esigono fissità di sguardo e voce Idris Elba e Matthew McConaughey sembrano pecore alienate, come se sul set fosse stato sempre presente un mastino, pronto a azzannarli agli stinchi al minimo accenno di espressività. La gamma delle emozioni è allora monopolio del giovane Tom Taylor, ma non basta a dare un movente alla sua turbolenta educazione ultraterrena.

Una storia che fa affidamento sulla pura magia e i buoni/cattivi sentimenti, tratta invece da un romanzo fantasy che si prende l’impegno ostinato e paradossale di nasconderla, questa magia, e centellinarla per quattromila pagine, rimandando ogni spiegone sul bene e male all’ultimo romanzo; una storia che rinuncia a ogni tentativo di umorismo (a parte una sola sequenza: l’ultima rimasta da una scrematura di battute tristi, o l’unica inserita a forza per arginare la noia?); una storia per una produzione che non può permettersi grossi effetti speciali eppure si accontenta di campare di quelli; una storia che dovrebbe introdurre a un universo narrativo cosí vasto da poter ospitare serie di film e serie televisive e che invece si para le pudenda con un plateale “tarallucci e vino” finale da far rimpiangere le recite all’oratorio: una storia cosí si caratterizza di pura arroganza e merita un’umiliazione sonora al botteghino.

Contro il logorío della vita moderna chi ancora dà un valore alla qualità del tempo che spende e ha curiosità per il concetto di “Torre Nera” e il gioco meta-narrativo totalizzante sognato da uno Stephen King diciannovenne carico e pronto a sconquassare letteratura e cinema come forse nessuno prima di lui, preferirà armarsi di pazienza e incamminarsi nel ciclo di otto romanzi appena ristampati in Italia in edizione economica da Pickwick in occasione dell’uscita del film (nei cinema italiani dal 10 agosto, se ancora interessasse a qualcuno).

Pro

Contro

Scroll To Top