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La truffa turistica

Una volta George Best disse: “I miei soldi li ho spesi tutti in alcool, macchine veloci e belle donne. Il resto l’ho sperperato“. Per quanto ci riguarda, anche viaggiare è un modo gratificante di utilizzare i propri risparmi. Ma Internet ha aumentato la possibilità delle “truffe turistiche“, grazie alle vendite di viaggi online a prezzi stracciati.

Anche per arginare questo fenomeno, il Governo ha appena varato il nuovo codice del turismo. Il Testo Unico ha due scopi. Da un lato mira a salvaguardare le imprese del settore turistico, al fine di incoraggiare lo sviluppo e la riqualificazione dell’offerta, rilanciando la competitività dell’Italia. Dall’altro lato offre una maggiore tutela ai consumatori, sostenendoli nelle scelte vacanziere e, soprattutto, facilitandoli nell’eventuale risarcimento danni da vacanza rovinata.

Aspetto fondamentale del codice è proprio l’equiparazione delle agenzie di viaggio operanti online a quelle tradizionali, sottoponendo entrambe le categorie alle medesime regole e controlli. Prima di questa novità, ottenere un risarcimento del danno non era cosa agevole. Infatti, ottenere il rimborso del prezzo è possibile solo quando il pacchetto turistico sia stato venduto con contratto stipulato nel territorio nazionale da organizzatori o venditori in possesso di regolare autorizzazione. Questo voleva dire che, se il consumatore avesse contrattato con un’agenzia di viaggio online non autorizzata, oltre al danno avrebbe subìto la beffa.

Grazie a questa equiparazione, invece, tutte le agenzie di viaggio saranno definite tali proprio perché autorizzate a monte, e quindi responsabili del risultato finale offerto ai propri clienti, a prescindere dal fatto che esse operino fisicamente sul territorio, o lo facciano tramite internet, essendo in tal modo facilmente possibile individuare chi, dietro un sito web appositamente creato, abbia inteso truffare il turista di turno.

Per un contesto come quello di oggi, poi, dove al contatto diretto con il tour operator si preferisce il virtuale rapporto con la rete, che consente una maggiore personalizzazione del viaggio, con risparmio di costi e soprattutto rimanendo comodi davanti al pc, la tutela in tal senso è sicuramente da abbracciare con entusiasmo. Dopotutto, in una società sempre in corsa verso il lavoro, sarebbe assai triste, per chi abbia agognato tutto l’anno una rilassante vacanza, doversi ritrovare, invece, in villaggi turistici fantozziani!

Il Codice prevede, così, oltre al risarcimento del danno materiale, conseguente all’inadempimento contrattuale (ossia il danno per le spese sostenute e per gli eventuali e conseguenti aggravi), anche il risarcimento per il danno morale “da vacanza rovinata“. Quest’ultimo è stato definito come quel danno “scaturente dall’emotional distress, originato dal disagio e dall’afflizione per situazioni sgradevoli, idonee a rovinare occasioni che avrebbero dovuto essere invece di svago e di relax“. Il danno è ovviamente correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta, tenuto conto anche della motivazione sottesa alla scelta del viaggio stesso.

Qualche perplessità la generano quelle norme che hanno affidato allo Stato competenze che, invece, secondo il disposto dell’art. 117 Cost., dovrebbero spettare alle Regioni. Su di esse gravail pericolo della scure della Consulta.

Un oggettivo passo in avanti, quindi. Possiamo allora continuare a preferire lo strumento della vacanza “fai da te”, oggi con una garanzia in più a tutela del “diritto al relax“! Senza dimenticare, però, che permane, comunque, a monte, il rischio di usufruire, sul posto, di prestazioni diverse da quelle promesse. Cautela e scaltrezza, durante la trattativa contrattuale, non devono perciò mancare mai; chè una tutela maggiore, in termini di un più semplice ricorso alle vie legali, non vuol dire necessariamente correttezza comportamentale delle parti, essendo troppo spesso, queste ultime, portate ad approfittare dell’entusiasmo dei turisti. La disciplina legale, infatti, non sempre costituisce un deterrente per quanti vogliano continuare ad agire illegittimamente: le truffe online, purtroppo, non vanno in vacanza!

Oppure, se questo vi spaventa, potete seguire il consiglio di Emilio Salgari che diceva che “leggere è come viaggiare, ma senza la seccatura dei bagagli“.

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