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La Via Crucis del Male

Rifiutato da Rai e Medusa il “Vallanzasca” di Michele Placido è stato prodotto dalla Fox.
Renato Vallanzasca Costantini, autore negli anni settanta e seguenti di numerose rapine, sequestri omicidi ed evasioni, attualmente sta scontando una condanna complessiva a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione. L’intento di Placido non è quello di entrare nel merito della questione ma soltanto un nuovo e rischioso modo di mettersi in gioco con un personaggio pruriginoso dal punto di vista artistico. L’approccio è asettico, in bilico tra la normalità e la devianza, pregno di dolorosi spunti emozionali. È la discesa agli Inferi.
In conferenza stampa erano presenti il regista Michele Placido e gli interpreti Kim Rossi Stuart e Moritz Bleibtreu.

Oggi è stata pubblicata una lettera sul “Corriere della sera” da parte dei parenti delle vittime di Vallanzasca in cui si sottolineava che, in fondo, questo film ha voluto esaltare un personaggio già esaltato. In fase di scrittura si è posto il problema delle probabili accuse di spettacolarizzazione di un criminale?
Michele Placido: Non ho letto l’articolo sul Corriere ma, ad ogni modo, in questi ultimi mesi se ne sono dette tante. Credo che dal dopoguerra ad oggi ce ne siano stati di criminali, stragi mafiose, terrorismo nero e rosso. Vallanzasca è stato un criminale, ma uno dei pochi che ha ammesso tutto. Credo che ci siano delle persone in Parlamento che abbiano fatto peggio. Libertà di pensiero e di espressione. Ho avuto delle remore prima di iniziare a girare. Da piccolo ho frequentato il collegio di preti, sono stato poliziotto; poi mi sono detto che ero in grado di raccontare artisticamente una parte oscura della nostra storia. Abbiamo lavorato con l’onestà che ci distingue e con la dovuta distanza dal personaggio. Quel che è singolare è che Vallanzasca è stato troppo bello, negli anni ’70 è stato un mito, in parte anche per la stampa; possedeva simpatia e leggerezza che spiazzava ed affascinava. È stato una mente criminale diversa dagli altri.

La sua interpretazione è assolutamente credibile, anche il suo milanese. Come si è preparato?
Kim Rossi Stuart: Ieri Michele mi ha citato una frase di Brecth che non conoscevo “Mi sono seduto nel posto di chi ha torto perché gli altri posti erano occupati”. L’ho trovata molto calzante e filosofica. Vallanzasca non è un furbo, vizio molto italiano, che crea problemi. Capisco i parenti delle vittime, di chi ha sofferto, però il cinema e la letteratura devono occuparsi anche di queste storie. Per quel che riguarda il milanese, ho vissuto molto tempo a Milano anche se non è stato così semplice. Massimo Sabet, molto in gamba, nonché esperto di teatro milanese, mi ha aiutato tanto in questo senso.

Come sei arrivato a questo personaggio e a questo film? Hai dato prova di grande abilità nella padronanza della lingua italiana.
Moritz Bleibtreu: In realtà la mia voce è stata doppiata. Ad ogni modo vivo qui in Italia da quando avevo 19 anni e questo film per me ha significato tantissimo. Uno dei momenti più importanti della vita di un attore.
M.P.: È stato davvero bravo nella recitazione. Durante la fase di montaggio ho lasciato due sue frasi in originale, perché la sua voce e quella del doppiatore sono praticamente uguali.

Ci sono grandi italiani statisti, sportivi che hanno fatto importanti cose buone. Nel 2010 era proprio necessario fare un film su Vallanzasca?
M.P.: In realtà ho fatto anche un film su Padre Pio. Hai mai visto “Un eroe borghese”? Ho fatto anche un film su un monarca ucciso dalla mafia. Vallanzasca era necessario per raccontare il male ed il bene che c’è in tutti noi.
[PAGEBREAK] Hai collaborato alla sceneggiatura del film. Hai davvero incontrato Vallanzasca?
K.R.S.: L’ho incontrato più volte ed è stato essenziale per un assorbimento totale nella situazione, in un’atmosfera incredibile, quasi surreale.

Lei parla di etica criminale. Può ampliare il concetto?
M.P.: Vallanzasca è un criminale, lo dice e lo confessa. L’etica è non tradire certi aspetti poco comprensibili per noi persone per bene. Alcuni crimini della banda, Vallanzasca dichiara di averli compiuti personalmente, anche se poi effettivamente non è stato così. Non ha mai sparato a persone inermi. Le persone uccise sono state 24/28; crimini compiuti in una stagione di 6 mesi di follia in cui è precipitato in un baratro. Credo che dovremmo fare appello alla legge della pietas, a volte l’Italia è un paese daltonico da molti punti di vista. Vallanzasca non va perdonato ma vorrei che la società facesse venir fuori il suo lato “cristiano”. L’ultimo delitto compiuto me lo ha confessato pochi giorni prima delle riprese, aspetto che nel film compaia. Uccidere un pentito era un dovere. È sbagliato ma anche questo significa avere un’etica criminale. Non lo ha nascosto, lo ha dichiarato. È la sua etica, è il suo viaggio. Non vogliamo assolutamente assolverlo ma raccontare la “via crucis” del male.

Parlando di Vallanzasca dal punto di vista filologico, è stato a Roma ed ha avuto contatti con la banda della Magliana, perché non lo ha menzionato?
M.P..: Lui non ha voluto contatti con la destra politica né contatti con la mafia. Non voleva avere a che fare con un’organizzazione come la mafia che tende all’arricchimento, che compie delitti di ogni genere, che usa bombe. Non ho inserito quest’aspetto perché si entrava nell’ambito politico e ci sarebbero stati problemi di programmazione.

Lei stesso ha dichiarato di essere stato un poliziotto. Qual è stata l’immagine che ha voluto dare dei poliziotti? Sembrano un po’ naif, degli sprovveduti.
M.P.: Lo erano. Non erano poliziotti come li intendiamo noi, poi fortunatamente c’è stato il cambiamento. Basti pensare alla fuga di Vallanzasca. La sua fuga fu rocambolesca: svitò l’oblò e saltò giù sul ponte, come se gli stessi poliziotti lo avessero invitato alla fuga. Tant’è vero che furono messi sotto accusa e sospettati di corruzione. Erano gli anni della lotta al terrorismo, rosso o nero che fosse, la polizia era completamente spiazzata, pur essendo repressiva non era preparata per tenere a bada e catturare un criminale del calibro di Vallanzasca.

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