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L’addio a Stelvio Cipriani, maestro delle colonne sonore italiane

Il mondo della musica italiana è da ieri in lutto per la scomparsa di Stelvio Cipriani uno dei compositori di colonne sonore più raffinati e poliedrici che la nostra epoca abbia mai avuto.

Per comprendere anche solo una minima parte del genio creativo di questo musicista non basterebbe una giornata intera ad ascoltare musica.
Stelvio Cipriani, infatti, nel corso della sua lunga e proficua carriera ha composto oltre cento colonne sonore solo nel decennio che va dal 1970 al 1980, piccola parte di una produzione iniziata nel 1966 e terminata nel 2017. Esondazione artistica che non poteva essere interrotta se non da una grave ischemia che colpì il maestro proprio due anni fa.

Nato a Roma nel 1938, Stelvio Cipriani ha seguito i suoi studi presso il Conservatorio di Santa Cecilia diplomandosi in pianoforte e composizione musicale. Si trasferirà poco dopo a negli Stati Uniti perfezionandosi nel jazz grazie alla guida di uno dei maestri più iconici di questo genere al pianoforte: Dave Brubeck.
Ma è nel 1966 che scrive la sua prima colonna sonora per The Bounty Killer, un western diretto da Eugenio Martìn ed interpretato da Tomas Milian. Di quest’arte, Stelvio Cipriani, divenne ben presto uno degli esponenti più richiesti, anche grazie al capolavoro di eleganza delle musiche di Anonimo Veneziano del 1971 che gli valse un Nastro d’Argento e una fama riconosciuta a livello internazionale. Composto, come raccontò lo stesso Cipriani in uno dei suoi aneddoti, senza neanche aver guardato il film perché si addormentò nel corso della proiezione.
Stelvio Cipriani è stato un Maestro della composizione musicale per il cinema, sempre in grado di adattare stili diversi per narrazioni diverse, ad ogni genere la sua colonna sonora, perfettamente integrata alle immagini ed opera a sé stante. Così, ascoltando le sue melodie si può attraversare il mondo truculento e insanguinato di Mario Bava in Ecologia del Delitto (1971), ci si inoltre nei deliri erotici ed esoterici di Joe D’Amato in Orgasmo Nero (1980), si tocca con mano l’orrore di Lucio Fulci in Voci dal Profondo (1991), fino al mondo di poliziotti e rapinatori di Mario Gariazzo in La Mano Spietata della Legge (1973). Come costante: l’elegante intuito melodico, frutto degli studi classici e del suo jazz.
Stelvio Cipriani ha vissuto da protagonista gli anni in cui le colonne sonore italiane erano tra le migliori e tra le più riconosciute al mondo. Grazie al suo genio creativo possiamo godere di alcune delle opere più belle di quell’epoca, oggi tutte (o quasi) disponibili anche su piattaforme come Spotify.

 

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