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  • Lake Of Tears: Illwill

    Lake Of Tears

    Data di uscita: 29-04-2011

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L’omino impiccato

Prossimi a celebrare un ventennio in musica, gli svedesi Lake Of Tears producono “Illwill”, disco di gothic vagamente alla Sentenced, poco coraggioso ma ricolmo di mestiere.

Testi rabbiosi e deprimenti si snodano tra canzoni dove la voce di Daniel Brennare si destreggia tra registri bassi e lamenti patetici. È il caso dell’emozionante “House Of The Setting Sun”, mentre in “Behind The Green Door” vengono invece in mente i 69 Eyes. All’ascia spetta il compito di stargli dietro e, spesso, di inseguire anche le tastiere. L’atmosfera non viene mai meno neppure nei brani tirati: riff secchi, pochi assoli, un ruolo quasi sempre ancillare. La ripetitiva sezione ritmica completa la piramide elettrica a sostegno di Brennare.

Un disco intensamente nordico.

La cosa migliore di “Illwill” è l’ampia veduta. In un disco con una manciata di canzoni gothic metal che non osano sforare gli insegnamenti scolastici, si trova una “Out Of Control” che è una breve piccola perla di energia senza patemi. Anche la potente “Taste Of Hell” contiene un bel climax. La corona spetta al cantante-chitarrista, che svaria alla grande intorno alla timbrica di pertinenza.

Pro

Contro

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