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L’ambient di Tycho all’Estragon di Bologna: il report live

Quando ho assistito al concerto di Tycho, lunedì 20 ottobre presso l’Estragon di Bologna, mi sono trovato a pensare almeno una volta al dottor David Bowman, il giovane astronauta di 2001: Odissea nello Spazio che, ad un certo punto, si trova inspiegabilmente protagonista di un viaggio interstellare verso l’ignoto. Questa immagine, decisamente esagerata e pacchiana, vuole in realtà cercare di spiegare le mie sensazioni dopo uno spettacolo decisamente suggestivo.

 

Ore 21:30. Davanti ad un pubblico in generale poco interessato si è esibito Christopher Willitz, one man dell’elettronica piuttosto conosciuto negli Stati Uniti: tastiere, chitarra a tracolla (suonata pochissimo) ed atmosfera ambient. Chi era davanti al palco ha applaudito, mentre la stragrande maggioranza delle persone non ha ascoltato. L’Estragon è rimasto praticamente vuoto fino alle 22:15. La poca affluenza mi aveva decisamente preoccupato, vista la notorietà di Tycho…

 

Ore 22:30. Willitz ha smesso di suonare, il pubblico è aumentato, l’atmosfera si è scaldata. Tra gli applausi generali ha fatto il suo ingresso Tycho. Ad accompagnarlo una formazione inedita. Tre/quattro “soli” strumenti: basso, chitarra (alternata con tastiere) e batteria. L’approccio meno techno e più strumentale ha conferito alla serata un tocco magico, sorprendendo tutti. Quest’artista, che forse nell’anima è (e rimarrà) sempre un dj, ha compiuto un cambiamento radicale nel suo sound,  facendo convergere tutti in una volta stili diversi dal suo in un contagioso mix di influenze ( certi ritmi di batteria sembravano usciti dall’hard rock) . La scaletta ha seguito soprattutto la track list dell’ultimo album, “Awake”, che, sin dalla sua uscita, ha riscontrato un inaspettato successo commerciale.  Non a caso, gli episodi più riusciti sono stati proprio “L” e “Spectre” a della consueta uscita dell’artista.  Cori e applausi, fino al rientro, questa volta senza la band. Tycho ha regalato un assaggio del suo trascorso da dj, grazie ad un emozionante remix di “Awake”. Ed è proprio con la title track dell’ultimo album (eseguita poi con tutta la formazione) e l’escalation di “Montana” che il musicista americano ha chiuso uno spettacolo qualitativamente impeccabile. A mezzanotte le luci dell’Estragon si sono riaccese.

 

Atmosfere eteree, musica empatica, esecuzione perfetta. Questi gli ingredienti di Tycho, apparentemente  ovvi, eppure molto difficili da raggiungere.  L’Italia non sembra conoscerlo in maniera approfondita ed è un peccato. Perché, anche se giovane, Tycho sta tracciando un pezzo della musica ambient-downtempo con la sua personalità. Qualcosa mi dice che, quando tornerà tra qualche anno, troverà un pubblico decisamente più folto ad accoglierlo. Noi ci saremo.

 

Tracklist:

Adrift

Past is Prologue

A Walk

L

Hours

Elegy

Apogee

Spectre

Awake (remix)

Awake

Montana

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