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Lampedusa in Festival 2012: Frontiere

La prima, lunga, giornata del Lampedusa in Festival 2012 si apre con un estratto da ‘Il Sole Dentro’, di Paolo Bianchini e Paola Rota, sulla toccante storia degli adolescenti Yaguine e Fodè e si chiude con ‘Mare Chiuso’, il documentario sui respingimenti in mare di Andrea Segre e Stefano Liberti. In bocca rimane l’amarezza che le morti di frontiera potrebbero facilmente essere evitate.

I battenti del Festival si aprono con l’inaugurazione della mostra di vignette Oltre Frontiera, curata da Marisa Paolucci e Giampiero Caldarella, per spostarsi nel pomeriggio alla Porta d’Europa. La commemorazione per i morti nel Canale di Sicilia, curata dall’equipaggio della nave Boats4people, precede lo spettacolo ‘Invisibili’, del coinvolgente autore e interprete Mohammed Ba. Immigrato in Italia dal Senegal e sopravvissuto ad un agguato razzista, esplora in un viaggio rituale vecchie e nuove schiavitù nel dialogo tra Europa e Africa. I testi irriverenti del menestrello Alessio Greco e le ballate intime di Giacomo Sferlazzo, entrambi cantautori lampedusani, sono la colonna sonora ideale per congedare gli spettatori al tramonto.

In serata la proiezione di Mare Chiuso lascia spazio ai film fuori concorso e restituisce il senso di un cinema che sa attendere per raccontare. Come spiega lo stesso Liberti durante il dibattito pre-film, il documentario era stato concepito nel 2009, anno dei primi respingimenti in mare realizzati dall’Italia in collaborazione con la Libia di Gheddafi. Solo nel 2011, dopo la rivoluzione e lo scoppio della guerra, si è potuto iniziare a girare nel campo di rifugiati di Shusha in Tunisia, dove si erano recati alcuni dei migranti che tra il 2009 e il 2010 avevano tentato il viaggio verso Lampedusa per poi essere respinti dal nostro governo.

Nei racconti dei migranti colpisce la grande fiducia nelle autorità italiane, miseramente tradita da militari e burocrati che li riportano dai crudeli carcerieri libici anziché condurli in salvo. La stessa fiducia riposta da Yaguine e Fodè, due adolescenti della Guinea, nei Signori d’Europa cui scrivono una lettera per chiedere aiuto per sé e altri giovani africani. Lettera ritrovata il 2 agosto del 1999 quando i loro corpi privi di vita sono stati scovati nel vano di un aereo belga diretto a Bruxelles da Conakry, in cui si erano nascosti per cercare una vita migliore in Europa. Un continente che ha saputo solo restituirli cadavere alle loro famiglie. Nell’episodio ai due ragazzi ne ‘Il Sole dentro’, il padre di Yaguine chiede amareggiato: ‘Perché spendete tutti quei soldi in armi quando potreste aiutare i giovani di tutto il mondo ad avere un futuro migliore?’. Una domanda che riecheggia nell’animo di molti qui a Lampedusa.

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