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  • Lars Eric Mattsson: Dream Child

    Lars Eric Mattsson

    Data di uscita: 21-03-2008

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Mattson, partito di opposizione

Dopo due lavori ostici e chiusi come “War” ed “Earthbound”, il polistrumentista finlandese decide di votarsi al mercato. E lo fa rinunciando all’egocentrismo dello shredder, alla follia del progster estremo, all’impronunciabilità del suo nome, all’incomunicabilità di un suono incentrato unicamente sulla sei corde. In questo senso, il nuovo album riesce a bilanciare più elementi. Innanzitutto v’è la componente gotico-melodica, accordata sulle voci dell’ungherese Adrienn Antal e (in background) della già nota Björn Lodin. La componente sinfonica è affidata invece alla Astral Orchestra, obbligata a coordinare archi e fiati ai suoni delle tastiere di Mattsson. Il quale, a sua volta, devitalizza la propria chitarra, lasciando impronte a macchia di leopardo in qualche isolato assolo.
Ma è la produzione il vero salto di qualità rispetto ai lavori precedenti, dimodoché anche quel poco di originale che c’è in “Dream Child” possa essere apprezzato. Perché il nuovo album, dopo un’ottima apertura, è solo un ensemble di tracce fiacche e prive di carisma, simile a molti altri lavori a cavallo tra il prog ed il sympho-gothic.
Ci sono partiti politici che nascono unicamente per fare opposizione ed artisti capaci di suonare solo un ottimo underground. Se Mattsson non trova un songwriting più convincente ed omogeneo, tanto vale tornare a fare ciò che faceva prima.

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