Home > Recensioni > Late Guest (At The Party): Come Back Bobby Perù

Italian dance is alive and kicking!

Eccolo, finalmente, l’album d’esordio dei perfezionisti Late Guest (At The Party), quartetto riminese che canta in inglese e suona un punk funk di respiro troppo ampio per gli angusti confini italici. Del resto, loro stessi in un’intervista hanno lamentato la miope situazione della musica in Italia, specie per la dimensione live. Insomma, non è dato sapere chi sia questo Bobby Perù che deve tornare a casa, ma i LG(ATP) dovrebbero invece espatriare per trovare l’attenzione e il seguito che si meritano. Parigi, Londra, Berlino li accoglierebbero a braccia aperte.

Apre le danze “Laetitia Noir Bon Bon”, un po’ come se gli Air scoprissero l’esistenza dei beat e ne facessero una salutare indigestione. La traccia seguente, “Revolution In Her Closet”, è un singolo trascinante come pochi e sfoggia quello che è poi il punto vincente di tutto l’album: un calibratissimo interplay fra ritmi, synth e chitarre che mette prurito ai piedi. Il tutto è accompagnato dalla vocalità tesa di Davide, coadiuvato dai compari, energia straripante e una sezione ritmica di ricchezza e complessità che non fa rimpiangere nomi come We Are Scientists e Does It Offend You, Yeah?

“Monkeys Grab The Phone” è un trip sciamanico e surreale, tripudio di feedback e cantilene selvagge molto ’70s, mentre con “Fictional War” si torna al lato più pop del gruppo: la canzone presenta un’ironica ricognizione della dimensione locale come “beautiful place” ed esplode in un ritornello pieno di hi-hat e chitarre in delay. L’allegria quasi demenziale di “Pphantastic” ricorda i momenti migliori dei coltissimi ed esilaranti Art Brut: i quattro di Rimini, dopotutto, sono per loro stessa definizione “quattro cazzoni che fanno i cretini per cuccare tipe che non puzzano nemmeno dopo sei giri di alcol”.

Un misterioso trend riscontrabile in vari dischi recenti e disparatissimi (Arcade Fire, Future Of The Left, Crystal Castles) impone che anche un disco pieno di energia si debba concludere con una traccia più lenta, sommessa, sentimentale. anche i LG(ATP) si accodano e sfornano quella che è poi la title-track dell’intero album, “Bobby Perù’s Homecoming Theme”: piacevole, nostalgica, un oasi di relax dopo la dance… but who needs relax?
Rimetti il cd da capo e ricomincia a ballare!

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