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  • Lauren Harris: Calm Before The Storm

    Lauren Harris

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Bring Your Daughter To The… Stage

Diciamo la verità: ci aspettavamo tutti un album di puro metal, magari moderno, sia pure immaturo, ma comunque un ponte che unisse l’ingombrante eredità del bassista co-fondatore della N.W.O.B.H.M. alle esigenze giovanili, quelle stesse esigenze che hanno spinto la giovane Harris a intraprendere la strada artistica iniziata dal padre.
Ma Lauren fa parte della schiera dei figli dissidenti e sembra voler spezzare il trasgressivismo espresso da Steve negli anni ’80, quando suonava dietro l’icona di un Eddie assassino. Lauren propone invece un rock estremamente melodico, al confine tra il pop e l’hard, dotato di un’essenzialità inaspettatamente accostabile alla musica di fine anni ’70 (su tutti le Girlschoool). Dall’altro lato, Ms. Harris Jr. ascolta MTV, e si sente! La modernità del suo sound precede di poco l’high-school rock di Avrile Lavigne, e lo calibra con un songwriting che non appare poi, a ben sentire, così scontato. La bravura di questa giovane artista sta nel saper equilibristicamente percorrere, dunque, la via di mezzo, accontentando rocker e poper con un album di melodia e grinta, che non sacrifica l’emotività passionale dell’hard rock con l’uso di chitarre pseudo-distorte o di una voce distesa e limpida.
Ecco che interviene la classe: la capacità (innata o indirizzata) di indovinare dodici motivi, inserirvi un paio di ballate e farli eseguire da tre validi musicisti. Il resto è corde vocali!
A questo punto, così ben coltivato il campo, non resta che aspettare la mietitura.
Niente più ritornelli dunque come “Bring Your Daughter To The Slaughter“?

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