Home > Recensioni > Le Braghe Corte: HEY HEY HEY

Rocco, le Braghe e la tromba

Aspettarsi questo articolo nella sezione cinema, visto il titolo, non è peccato. Ma vi deluderemo dicendo che quei tre elementi lissù si possono trovare anche in un disco la cui paternità spetta ad un supergruppo dal grande rendimento. Attivi dal 1997, Le Braghe Corte hanno macinato album, partecipazioni televisive e radiofoniche, raccogliendo consensi a più riprese con il primitivo punk-ska, poi convertito in power-ska.

Sempre a mille all’ora anche in questo ultimo lavoro, raccontato un po’ in inglese, un po’ in italiano. Per tredici tracce trascinanti, le chitarre e la sezione fiati si scambiano vicendevolmente prepotenze, nella ricerca di un sound personale e grintoso, fatto di una combinazione di rock, ska e swing.

Allegria, verve e brio sono le sfaccettature che non si possono non notare. Ma il rischio è che, dall’antipasto al dolce, il sapore sia un po’ tutto uguale. E allora i nostri fanno incetta di sorprese: il cameo di Rocco Siffredi in apertura e in fondo disco, non lo si scopre certo ora, rende l’album più cazzuto; e poi una suite di tre brani diversi, er Piotta che rappa in ” Bullshit “, il brano strumentale e la traccia fantasma, una voce lirica femminile impastata a chitarre decise.
In buona sostanza, l’uniformità si percepisce ma i validi palliativi non mancano.

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Contro

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