Home > Report Live > Le bugie che cantano la verità

Le bugie che cantano la verità

L’epistassi improvvisa che mi colpisce durante l’esibizione dei gruppi spalla (Transfer e Crocodiles) non mi guasta la serata: è sufficiente un fazzoletto e qualche minuto a testa in su per poter tornare a guardarmi intorno in attesa dei White Lies (fra le curiosità: ragazzini in cerchio che invece di passarsi una canna si passano il collirio). L’unica data italiana delle “bugie innocenti” ha fatto il pieno in un Estragon che si conferma uno dei migliori luoghi per concerti in cui sia mai stata: buona acustica, buona capienza e buona visibilità anche dalle ultime file, con il palco rialzato. Un palco sul quale i White Lies salgono accolti dalle acclamazioni della folla, già scaldata a dovere dai gruppi spalla, che hanno svolto il loro lavoro alla grande (e tutti quelli che hanno acquistato i loro dischi dopo l’esibizione lo possono ribadire).

Ma veniamo a loro, ai White Lies. Il trio di Ealing ha suonato un’ora e mezza circa, attingendo dai due album all’attivo. La risposta del pubblico è stata molto buona: meno, com’è naturale, nelle file in fondo. Ma i fortunati nelle file davanti cantavano, urlavano e ballavano. I White Lies non si sono mai fermati, con una coreografia fatta di giochi di luce non troppo invadenti a sottolineare alcuni passaggi dei loro successi.

E l’Estragon ha risposto benissimo: a essere presenti, non solo i fan della band, ma anche appassionati di musica in genere, che Harry McVeigh ha ringraziato più volte, interagendo con i fan sotto al palco, presentando le canzoni e ringraziando per la calorosa accoglienza. Da notare la bella voce del cantante, che dal vivo suona pulita e come su disco. “Death”, “Farewell To The Fairground”, “To Lose My Life” e “Bigger Than Us” sono le canzoni che riscuotono maggior successo, cantate a squarciagola da tutti e accolte da boati. Fa caldo, all’Estragon, e i White Lies scaldano l’atmosfera ancora di più: ma non c’è fila al bar, nessuno vuole perdersi neanche un secondo dell’esibizione.

E alla fine rimane solo la possibilità di acquistare una maglietta e qualche gadget, nell’illusione di essere ancora lì.

A Place To Hide
Holy Ghost
To Lose My Life
Strangers
E.S.T.
Is Love
The Price Of Love
Streetlights
Farewell To The Fairground
Peace & Quiet
Bad Love
Death

—————–

Unfinished Business
The Power & The Glory
Bigger Than Us

Scroll To Top