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  • Le Capre a Sonagli: Cannibale

    Woodworm / none

    Data di uscita: 10-03-2017

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Se è vero che la musica vive di cicli, basta rilanciare i dadi per tornare a un sound che flirta con un certo tipo di psichedelia anni ’70 e con un accennato grunge anni ’90. Le nostre pedine stavolta si fermano sul nuovo album “Cannibale” di Le Capre a Sonagli, edito il 10 Marzo per l’etichetta Woodworm.
Il basso distorto in “L’arca di Hitchcock” apre questo terzo lavoro alimentato da 9 tracce che al primo approccio non risultano di facile ascolto. L’impatto sonoro, con voce bassa e mancanza di linea melodica, si palesa caotico ma interessante. Minuto dopo minuto, lo scenario inizia a prendere forma e a diventare familiare attraverso scelte ritmiche evolute con l’impronta di chitarre che ricordano i Pink Floyd del ’77, i sapori dei Jane’s Addiction e i primi Verdena in “Treno per il Tibet”.
La band bergamasca riesce in modo trasversale a spaziare da un incidere sbilenco e psichedelico in “La iella” a un leggero ritmo tribale in “Nerone”, confermando un disco non commerciale e poco incline ai compromessi. Il gruppo, infatti, sembra masticare soluzioni musicali lontane dal cliché melodico, per arrivare a sonorità più complesse con riferimenti espressivi combinati in modo non immediato e molto lontano dal pop.

Un album estraneo al mainstrem, che tradisce la passione per generi musicali che oggi vanno di moda. Un album non di facile presa, ma che arriva come un fulmine a ciel sereno mentre il resto del mondo se ne sta fuori attonito.

 

di Melody Zucchetti

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