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Le città viste dal basso

Metti un all star della musica indipendente italiana, una sera a Riva sul Garda.
Come se fosse troppo facile farlo a Roma, o a Milano, in una cornice che vuole un evento grande. Invece questo è un grande piccolo evento, una cosa pregevole e nascosta, e la cornice si adatta: una cittadina poco conosciuta ma normalmente ornata da una vista stupenda sul lago di Garda (dico normalmente perché la pioggia che la attanagliava sabato impediva di girare per le strade, non dico godersi la vista), vicina ad un’altra piccola gemma nascosta, lo stupendo museo di arte contemporanea a Rovereto.

Un’occasione che a molti non dirà nulla: la Blogfest 2008, organizzata come sempre (e molto bene) da quelli di Macchianera e forte di sponsor ben scelti, location alternative in caso di pioggia (idea provvidenziale), e nella giornata di sabato ben due concerti imperdibili: la prima reunion da anni dei Lino e i Mistoterital nel pomeriggio, e la sera i Perturbazione con il loro “Le Città Viste Dal Basso”.

Si tratta di un percorso iniziato tre anni fa con parole, in musica o in prosa, interpretate da attori o dai cantanti stessi, a snodarsi per le città, descritte per intero o da prospettive ridotte, una per una o tutte insieme, da fermi o in viaggio. Un’idea ambiziosa che il gruppo ha deciso di non realizzare in solitudine, ma servendosi di molti ospiti (nel corso degli anni tra gli altri Agnelli, Bianconi, Godano, Clementi, Brondi, Lenzi, Giovanardi, Meg, Remo Remotti, Syria, Max Pezzali – ! – e molti ancora) con le loro canzoni o anche solo con la loro voce su canzoni altrui. Un’idea ambiziosa per le inevitabili diversità stilistiche e di scrittura di ogni canzone, che trovano un amalgama forte nell’interpretazione del gruppo, come al solito capace di rendere propria ogni creatura altrui senza mai eccedere nelle libertà, con una devota passione verso gli originali.

Il concerto comincia con una lettura (un attore a noi sconosciuto leggerà a più riprese estratti di brani di Morozzi, Buzzati e Manganelli), e segue evocando due nomi importanti, il De Gregori di “Viaggi E Miraggi” ed il Conte di “Genova Per Noi”. A cantare è Tommaso, che lascia il posto a Simone Lenzi dei Virginiana Miller che interpreta due canzoni sue, le bellissime “La Vita Illusa” e “Altrove”. Dopo la lettura di un autore della tarda latinità e una citazione dal “Sorpasso” il testimone passa a Vasco Brondi, con “Piromani” (col verso che battezza il suo monicker Le Luci Della Centrale Elettrica) e “Produzioni Seriali Di Cieli Stellati” (con Giovanardi degli ora scioltisi La Crus all’armonica), intervallati dalla lettura di uno stralcio del suo blog.

Giovanardi prende quindi il palco e canta la sua “Natale A Milano” prima di confrontarsi con “Rimini” di De Andrè. Un altro intermezzo letterario e Tommaso torna per cantare “Agosto”, l’unico brano loro che i Perturbazione eseguiranno perché l’unico che in una certa maniera parli delle città, e la “Milano” di Dalla. Clementi sale sul palco ed attacca con una versione mozzafiato della sua “La Città Morta” e prosegue sempre con la sua produzione con quella che è un po’ l’antitesi della serata, cioè “Vedute Dallo Spazio” (che inizia parlando delle “città viste dall’alto”) e con un estratto del suo ultimo libro. Tommaso canta la “Firenze Triste Triste Triste” di Graziani e “Una Città Per Cantare”, fino alla chiusura corale con tutti gli interpreti impegnati nell’altrimenti intoccabile “Walk On The Wild Side”.

Fine, sipario: i Perturbazione sono riusciti nel miracolo, hanno fatto da spalla ad interpreti diversi per stile e piglio facendone risaltare le individualità ma agendo da trait d’union tra estremi altrimenti incompatibili, reggendo sempre il confronto con le versioni originali e riuscendo in qualche modo anche ad uscire illesi dal karaoke su Lou Reed. Un concerto emozionante nonostante il pubblico sparuto, che ha occupato un paio d’ore per poi scostarsi gentilmente per fare posto al dj set di Fabio De Luca, lasciandoci, come le cose pregevoli e nascoste, l’impressione di essere un po’ più ricchi di prima.

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