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Le Classifiche: Le Classifiche sono belle

La trottola vince: gli scrivani di LoudVision eleggono “Inception” miglior film del 2010.
I corridoi rotanti di Christopher Nolan sono stati scelti da Dario Iocca («Un’unica parola:…SBO!»), Paolo Iasevoli («Perché una struttura così affascinante e solida gli altri film usciti quest’anno se la possono solo sognare»), Alessandra Cavisi, Andrea Spirolazzi («Solo l’idea farebbe guadagnare al film il titolo di pellicola dell’anno. Se non bastasse, mettiamoci anche gli effetti e una serie di dettagli non banali sulle teorie dei sogni che hanno reso la trama solida e la visione appagante»), Antonio Varriale, Laura Spini («Non è solo il film dei corridoi rotanti, è anche un film in cui Ken Watanabe risorge (SPOILER) e viene fatto un sacco di male a Joseph Gordon-Levitt»), Stella Mattioli («Perché è stato capace di mischiare sogno e realtà nel modo più convincente possibile. E se anche adesso stessi sognando?»)

Si piazzano tutti secondi a parimerito con un solo voto “Avatar” di James Cameron (Flavio Nuccitelli) di cui Paolo Valentino sceglie «il primo volo sul drago di Jake Sully» come miglior scena, “Alice in Wonderland” di Tim Burton (Arianna Pernigoni), “L’Illusionista” di Sylvain Chomet (Paolo Valentino), “The Blind Side” di John Lee Hancock (Daniele Cagnotto), “Noi Credevamo” di Mario Martone (Valentina Alfonsi), “Shutter Island” di Martin Scorsese (Ferdinando Schiavone), lodato da Stella Mattioli perché al momento della «risoluzione della vicenda non c’è stato nessuno che abbia detto “io l’avevo capito”», “Scott Pilgrim Vs. The World” di Edgar Wright (Gadis Argaw: «Sì, è adolescenziale, ma che volete? C’è di mezzo un bassista e pure anglosassone!») e “The Social Network” di David Fincher (Roberto Castrogiovanni). Erica Albright please accept my friend request, suggerisce Laura Spini.

Leonardo Di Caprio, protagonista di “Inception” e “Shutter Island”, è il più votato come attore dell’anno: lo scelgono Flavio Nuccitelli, Daniele Cagnotto, Ferdinando Schiavone e Stella Mattioli («perché è prolifico, lavora un sacco facendo sempre ruoli diversi e complicati in modo convincente»); citati anche il Mark Zuckerberg di Jesse Eisenberg in “The Social Network” (Alessandra Cavisi e Roberto Castrogiovanni), il fantastico signor Fox di Wes Anderson (Antonio Varriale), Toni Servillo nelle nere vesti di Giuseppe Mazzini in “Noi Credevamo” (Valentina Alfonsi), Quinton Aaron per “The Blind Side” (Daniele Cagnotto) e Christoph Waltz (Gadis Argaw: «Sa parlare duemila lingue differenti, bene, e con la faccia da stronzo. Il top.»)
Laura Spini ci ricorda che non si vive di solo cinema: «Jack Huston in “Boardwalk Empire” è, in assoluto nel mondo delle serie televisive, il personaggio con meno caratterizzazione psicologica che abbia nel contempo la massima caratterizzazione psicologica di ritorno. Ha la faccia tutta rotta»; Paolo Iasevoli, infine, spazza via ogni altro nome perché Johnny Depp «è sempre il personaggio dell’anno» e Arianna Pernigoni – che ama anche Hiccup di “Dragon Trainer” – non ha dubbi: «sempre e comunque Gerard Butler». Flavio Nuccitelli nomina il vampirello Edward Cullen della “Twilight Saga”: «piaccia o no, non si è parlato d’altro quest’anno».

Poca attenzione alle interpreti femminili: la delegazione veneziana esprime amore per Natalie Portman ma la ballerina di “Black Swan” arriverà nelle sale italiane solo fra qualche settimana; Ferdinando Schiavone cita Tilda Swinton e Abby Cornish.

Lunga e ricchissima, in coda, la lista nera dei peggiori: «un’annata di merda per il cinema. il peggio del peggio? “La Donna Della Mia Vita“» dice Flavio Nuccitelli. Seguono “Buried” (Arianna Pernigoni), “Miral” (Valentina Alfonsi), “Dear John” (Paolo Valentino), “Somewhere” (Dario Iocca, «perché è sicuramente una delle più cocenti delusioni del 2010 cinematografico, soprattutto se a darci questo dolore è una regista come Sofia Coppola. Un film sul nulla, per di più poco ispirato»); «uno a caso con gli zombie, perché sono interessanti come le canzoni di Paolo Vallesi ma molto più inflazionati» (Paolo Iasevoli, che approva il poco noto “A Serbian Film“, proprio perché «fa un uso stimolante di sesso e violenza, senza ricorrere agli zombie»), “Il Quarto Tipo” (Alessandra Cavisi), “A-Team” (Daniele Cagnotto), “Precious” (Antonio Varriale), “Percy Jackson E Gli Dei Dell’Olimpo” (Gadis Argaw: «Per far bestemmiare il mio professore di greco, ce ne vuole. Ecco, tipo questo film»), “From Paris With Love” (Laura Spini: «No, davvero. Durante l’anno ce ne sono stati probabilmente di peggiori, ma questo film è stato assemblato da una squadra di tizi grifagni con il berrettino a visiera che non riuscivano a smettere di emozionarsi pensando al momento in cui, su Youtube, sarebbe apparso un video intitolato “Bicht (sic) gets shot in the head by John Travolta” http://www.youtube.com/watch?v=zHpuwapBq9Y); a Stella Mattioli, infine, è «rimasto in gola» il finale di “Remember Me“, mentre Ferdinando Schiavone e Roberto Castrogiovanni non hanno digerito, rispettivamente, “The Tourist” e “Butterfly Zone“.

Compilando la classifica dei migliori, ci siamo accorti che un film manca. Rimediamo.

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