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Le Classifiche: Le Classifiche sono belle

Cari amici di Loudvision,

I siti seri pubblicano le proprie classifiche di fine anno negli ultimi giorni di dicembre, a metà dicembre o, ancora, durante tutto dicembre. Per il secondo anno di fila, noi lo facciamo a gennaio. Ora chiudete gli occhi e immaginate che tutto questo venga fatto per sorprendervi. Per sorprendervi ancora di più, abbiamo lasciato che queste liste fossero stilate dai redattori di Loudvision, il che significa che leggerete i giudizi di PERFETTI SCONOSCIUTI o dei VOSTRI MIGLIORI AMICI, a seconda delle ragioni per cui siete sul sito.
Ricordate che le classifiche sono assolutamente soggettive, e quindi potrete mandare insulti personali al vostro redattore preferito.

E ora, elaboriamo (in rigoroso ordine alfabetico):

Gadis Argaw
MIGLIOR DISCO
: Foals – “Total Life Forever”. È la prova vivente che un uomo alto un tappo possa fare grandi cose. Grazie, Yannis Philippakis, ti amo.
MIGLIOR CANZONE: MGMT – “Flash Delirium”. È la mia vita riassunta in pochi minuti di musica e follia. Sarà contenta mia madre.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Lady Gaga. Innanzitutto perché sa stare su dei tacchi assurdi. E ci sa pure ballare. Poi perché SA suonare, nonostante la popposità.
MIGLIOR CONCERTO: Muse a San Siro. Sono stati tutti e tre dei fighi, ma la giacca di strass e lucine natalizie indossata da Matthew… è dio.
PEGGIOR DISCO: Valerio Scanu – “Per Tutte Le Volte Che…”. Spiegatemi come cazzo si fa a fare l’amore dentro le risorse idriche del mondo, e il disco mi piacerà magicamente.

Carlo Beccaccini
MIGLIOR DISCO: Band Of Horses – “Infinite Arms”. La band di Seattle continua a migliorare disco dopo disco, qualità alquanto rara nel mondo del rock odierno. Un applauso a Ben Bridwell e soci.
MIGLIOR CANZONE: Eels – “A Line In The Dirt”. Ballad splendida, coinvolgente, strappalacrime. La calda voce di Mr.E fa il resto.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Damon Albarn. Con l’ultimo disco dei Gorillaz dimostra ancora grande vena creativa e genialità. Al contrario del suo “eterno rivale” Liam Gallagher, attestatosi su livelli mediocri con i Beady Eye.
MIGLIOR CONCERTO: This Will Destroy You all’Init di Roma. Giunti in Italia per promuovere il loro nuovo EP, danno vita ad una serata ricca di distorsioni, muri sonori e grande energia. Il tutto è molto coinvolgente e ben suonato. Se solo l’Init fosse più decente quanto ad acustica, sarebbe stato un live da 10.
PEGGIOR DISCO: Interpol – “Interpol”. Album pessimo. Fare peggio del predecessore “Our Love To Admire” appariva impossibile, eppure ci sono riusciti. Una band che appare già alla frutta dopo appena quattro dischi (solo due veramente buoni).

Carolina Boldoni
MIGLIOR DISCO: Deolinda – “Dois Selos E Um Carimbo”. Il titolo significa “due francobolli e un timbro”: splendido. La musica popolare portoghese viene reinterpretata in chiave spesso ironica. La cantante sculetta mentre canta.
MIGLIOR CANZONE: I Am Kloot – “To The Brink”. Una canzone d’amore non corrisposto, in cui “flamboyance” fa rima con “annoyance”. Il resto è: VIOLINI.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Neil Hannon (Divine Comedy). Pipa, bombetta, ventiquattrore nera, bicchiere di vino bianco. Poi si siede al pianoforte e cominciano gli “AWW” e gli “AHAHAH” del pubblico.
MIGLIOR CONCERTO: The Divine Comedy alla Somerset House (Londra). Trovare i biglietti per caso; essere titubanti perché non li si conosce. Tutti i possibili pregiudizi cadono non appena Neil Hannon fa capolino sul palco: vecchio burlone canterino!
PEGGIOR DISCO: Nunun – “Impromptu”. A metà del secondo brano capisci cosa si intende con l’espressione “horror vacui”. Poi arriva lo spaesamento, un po’ come quando sei in un labirinto di notte, ti perdi e sai che c’è Jack Nicholson lì intorno.

Daniele Cagnotto
MIGLIOR DISCO: Darius Rucker – “Charleston SC 1966″. Disco bellissimo pieno di canzoni vere e ricche di feeling, con una voce a dir poco da brividi.
MIGLIOR CANZONE: The Gaslight Anthem – “We Did It When We Were Young”. ANTHEM song emozionante e che sa del miglior Springsteen.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Eric Gales. Un giovane talento da anni noto in America e che finalmente sta iniziando a farsi conoscere anche in europa come merita.
MIGLIOR CONCERTO: Experience Hendrix Tour (Joe Satriani, Living Colour, Brad Whitford, KD Lang, Kenny Wayne Shepherd, Ernie Isley, Billy Cox, etc) a Durham, North Carolina. Una fucina di talenti che con il loro stile rendono omaggio al più grande di tutti, divertendosi, jammando e suonando da paura per due ore e mezza. Impagabile.
PEGGIOR DISCO: Engrained – “Deep Rooted”. La band con meno personalità del mondo brutalmente rivelata da una produzione ottima.

Luigi Costanzo
MIGLIOR DISCO: Four Tet – “There Is Love In You”. Four Tet supera ancora una volta i confini di genere per fare un lavoro di classe, di un’eleganza spropositata, una gemma di finezza e sapienza musicale.
MIGLIOR CANZONE: Ariel Pink’s Haunted Graffiti – “Round And Round”. Singolo appiccicoso, sintesi perfetta delle intenzioni del nuovo “Before Today”, che incanala la follia di Ariel Pink nella misura pop.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Sufjan Stevens. La conferma con la virata di “The Age Of Adz” lo proietta come uno dei musicisti più interessanti del presente e del prossimo futuro, il mondo aspetta di vederlo esplodere.
MIGLIOR CONCERTO: 65daysofstatic a Roma. Frenetici, aggressivi, ossessivi, il pubblico si combatteva fra il ballo, il pogo e l’ammirazione più sconcertata.
PEGGIOR DISCO: Broken Records – “Let Me Come Over”. Polpettone folk drammatico.

Enrico Dal Boni
MIGLIOR DISCO: Blind Guardian – “At the Edge of Time”. Fear Factory – “Mechanize”. Perché sono due band che seguo dal 1991, ed ogni nuovo album è la naturale evoluzione del loro stile. Non nego che abbiano avuto i loro alti e bassi, ma “al cuor non si comanda”.
MIGLIOR CANZONE: Marracash feat. Giusy Ferreri – “Rivincita”. Perché in questo ultimo periodo l’ho sentita spesso e mi ricorda il mio periodo hip hop. Ha un suono cattivo e delle belle parole, specie alla fine “non smettere di inseguire i tuoi sogni frà”. E poi c’è Giusy.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Nergal (Behemoth). Perché ha avuto un anno difficile per via della leucemia fulminante che l’ha colpito, ma ha superato anche questa sfida grazie ai suoi fan, e non si vergogna di ammetterlo e di ringraziarli.
MIGLIOR CONCERTO: Alice Cooper a Majano (UD). Perché ogni suo concerto è anche uno spettacolo teatrale, e alla sua età canta per quasi due ore senza deludere il pubblico, alla faccia di giovincelli artistoidi moderni che si limitano a poco più di un’ora.
PEGGIOR DISCO: Beatrice Antolini – “BioY”. C’è bisogno di un perché? Beh, sì, ma dovrei chiedere io il perché di questo album.

Micaela De Bernardo
MIGLIOR DISCO: The Black Keys – “Brothers”. Perché il disco migliore si riconosce da quanto spesso lo ascolti. O da quanto spesso lo canticchi. O da quanto spesso lo balli. Ecco, con “Brothers” si verificano tutti gli effetti. Ripetutamente.
MIGLIOR CANZONE: Antony and the Johnsons – “Thank You For Your Love”. Perché questa è la categoria più difficile, quindi punto sulla prima lacrima musicale scesa nel 2010. God save the lovers!
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Mike Patton. Perché quel “Mondo Cane” era davvero la scelta più semplice che potesse fare. E, come confermerò per il (mio) miglior concerto, adoro usufruire sentimentalmente di epoche non vissute.
MIGLIOR CONCERTO: Carbon/Silicon, Neapolis. Perché volevo provare anch’io a fare un salto dai Settanta agli Ottanta.
PEGGIOR DISCO: Sonohra – “Metà”. Perché spero che tutti i loro fan mi riscrivano per insultarmi.

Luca Garrone
MIGLIOR DISCO: The Tallest Man On Earth – “The Wild Hunt”. Ottimo chitarrista acustico, accordature di ogni tipo, voce meravigliosamente nasale, testi che scuotono le viscere. È il nuovo Bob Dylan (lo dicono tutti), anzi, è persino meglio (lo dice il sottoscritto). Peccato che i songwriter siano ormai destinati a piccole nicchie di appassionati.
MIGLIOR CANZONE: Paolo Conte – “L’Orchestrina”. Chansonnier senza tempo, sagace, divertente, elegante. E il verso “…nel buio echeggia una scorreggia…” lo avvicina al Sommo (Dante).
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: John Bramwell (I Am Kloot). Cantautore dal talento indiscutibile, peculiare e con pochi eguali in circolazione. Sentirlo parlare nelle interviste, poi, è una gioia per lo spirito.
MIGLIOR CONCERTO: Paul Weller al Traffic Music Festival di Torino. Caposcuola, punto e basta. Su palco è quasi meglio che su disco.
PEGGIOR DISCO: [ci tengo a citare questo commento] «Laura… Scegline uno per me, ma uno che faccia proprio schifo al CAZZO… Io al momento non ne ho coscienza…»

Paolo Iasevoli
MIGLIOR DISCO: Shining – “Blackjazz”. Perché unisce i due generi del titolo in un sound che non avevamo ancora sentito.
MIGLIOR CANZONE: Take That – “The Flood”. Perché dà torto a quelli che condannavano il ritorno di Robbie Williams con la sua vecchia band. Il resto del disco gli dà, invece, ragione.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Dio. Perché, come diceva Guccini, è morto.
MIGLIOR CONCERTO: Cristiano De André all’Auditorium di Roma, perché sembrava di sentire suo padre e perché con me c’era Paola Tarasco.
PEGGIOR DISCO: Alter Bridge – “III”. Perché da loro non mi aspettavo un disco così normale.

Dario Iocca
MIGLIOR DISCO: Mogwai – “Special Moves”. Non sono solito mettere in cima alle top charts dischi live, ma per i Mogwai faccio un’eccezione… Immensi, soprattutto dal vivo!
MIGLIOR CANZONE: Electric Wizard – “Black Mass”. Un viaggio nei 70’s oscuri e occulti, tra psichedelia, doom e film horror d’annata).
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: David Lynch. No, non ho sbagliato sezione. Il 2010 ha visto il ritorno sulle scene musicali del cineasta americano con l’uscita di due straordinari singoli electropop: “Good Day Today” e “I Know”.
MIGLIOR CONCERTO: Electric Wizard allo Stoned Hand Of Doom Fest (Roma). Una sola parola:…IL MALE! Chi li ha visti dal vivo sa a cosa mi riferisco.
PEGGIOR DISCO: Avenged Sevenfold – “Nightmare”. Utili quanto un calcio forte forte negli zebedei.

Temistocle Marasco
MIGLIOR DISCO: Anathema – “We’re Here Because We’re Here”. Sentendo questo album la destinazione è il Paradiso, ma nulla da spartirsi con Gianluca Grignani.
MIGLIOR CANZONE: Avantasia – “Wastelands”. Perché, se siete in auto, vi farà raggiungere i 200 km/h anche se viaggiate su una Fiat 127 nocciola opaco (se avete la versione Abarth non vale).
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Dario Brunori (Brunori Sas). Perché è il Rino Gaetano dei nostri giorni e perché ha fatto del Super Santos uno dei capisaldi della sua esistenza.
MIGLIOR CONCERTO: Francesco Guccini a Rende. Per due motivi: perché è il sommo poeta e perché nel 2010 ho visto solo questo!
PEGGIOR DISCO: Zero In On – “Silly Lilly”. Questo disco è come il peperoncino per chi ha le emorroidi.

Stella Mattioli
MIGLIOR DISCO: Eels – “End Times”. Niente motivazione tecnica: quello che mi ha “parlato” di più tramite svariate canzoni.
MIGLIOR CANZONE: Vampire Weekend: “Giving Up The Gun”. Motivo puramente affettivo. È arrivata quando mi serviva.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Liam Gallagher. Oltre che per affetto personale, perché ha saputo reinventarsi e ripartire da capo quando tutti lo davano per finito. Vedremo nel 2011 i frutti di questo impegno.
MIGLIOR CONCERTO: Pete And The Pirates a Fucecchio. Un live in un posto piccolo. Un gruppo con membri gentili che pestano duro.
PEGGIOR DISCO: Oasis – “Time Flies”. Perché è postumo ed è l’ultimo disco che uscirà con questo nome. E la cosa me lo rende di per sé inascoltabile.

Flavio Nuccitelli
MIGLIOR DISCO: «Posso dire “Rated R” di Rihanna anche se è uscito a fine Novembre 2009? Eddai, tutti i singoli e la promozione e il tour sono stati fatti nel 2010. Anche se effettivamente or ora ha fatto uscire un nuovo album.
Vabbè, io direi Rated R.
Altrimenti ti dico boh.»
PEGGIOR DISCO: «Io non ascolto dischi, ascolto singoli, le top 10. Che ne so, “My World” di Justin Bieber, che non ho ascoltato tutto, ma vado sul sicuro.»
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE: Lady Gaga. Il 2010 è stato palesemente l’anno di Lady Gaga, per i singoli estratti che hanno colonizzato ogni TV, ogni iPod, ogni radio, ogni classifica. Perché quest’anno esisteva solo lei, che piaccia o no. Fine.
MIGLIOR CONCERTO: Placebo a Lucca.
Arianna Pernigoni
MIGLIOR DISCO: Blind Guardian – “At The Edge Of Time”. Perché sono come il Natale, uguale a se stesso ma carico di sorprese e di aspettative mai deluse.
MIGLIOR CANZONE: Dimmu Borgir – “Gateways”. Perché è disneyanamente gotica… Non nell’accezione del “Nightmare Before…” ma di “Sweeney Todd”… Ci siamo capiti?
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Hmmm, ne avrei due. Roy Khan (perché con la sua voce riesce a rendere interessante anche una lista della spesa) e Snowy Shaw (perché… è ‘troppo‘ tante cose)
MIGLIOR CONCERTO: Therion all’Alcatraz di Milano.
PEGGIOR DISCO: Il nuovo Iron Maiden, perché dovrebbero avere la decenza di ritirarsi…

Lidia Pregnolato
MIGLIOR DISCO: Dead Weather – “Sea Of Cowards”. Ottimo album: accattivante e originale al tempo stesso. Quel che Jack White tocca diventa, se non platino, sicuramente oro.
MIGLIOR CANZONE: Velvet feat. Beatrice Antolini – “Confusion Is Best”. Un scarica di pura adrenalina. Difficile non amarla, impossibile ascoltarla stando fermi. Provare per credere.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Lady Gaga. Migliore in senso assoluto no, viste alcune delle sue performance, ma sicuramente il personaggio meglio costruito dal punto di vista del marketing.
MIGLIOR CONCERTO: Nina Zilli ai Magazzini Generali di Milano. Non delude le aspettative, anzi. Sa come trascinare e coinvolgere. Sprizza energia, grinta e sensualità da ogni poro. Una performance davvero impeccabile.
PEGGIOR DISCO: Linkin Park – “A Thousand Suns”. Sconclusionato nell’insieme e fastidioso in ogni singola traccia. Se ne salva giusto una, il resto è da buttare a Capodanno insieme alle cose vecchie.

Laura Spini
MIGLIOR DISCO: I Am Kloot – “Sky At Night”. Scusate se mi dilungo, ma c’è da dire una cosa importante. John Bramwell è uno che si innamora facile. È anche uno scorbutico, irritabile, con le rughe sulla faccia. Lui entra in un bar di Manchester e si innamora. E probabilmente non si innamora di una creatura irraggiungibile e diafana, ma si innamora di una cicciona di Manchester con la maglietta aderente e la ricrescita. Però lui ne scrive una canzone, ti strappa il cuore dal petto, ci fa un giro intorno al tavolo, poi te lo riporta, dice «ecco a te» e richiude tutto. Shakespeare le faceva, queste cose. Ecco cosa è la poesia: prendere una cicciona di Manchester, aggiungere la tua frustrazione, e trasformare il tutto nella cosa migliore che si sia mai sentita.
MIGLIOR CANZONE: Gorillaz – “To Binge”. Non si è ancora capito se si tratti più di una canzone sulla droga o più di una canzone sull’amore. Nel dubbio, è comunque incantevole.
MIGLIOR PERSONAGGIO DELL’ANNO: Kanye West. No, davvero: il nuovo disco non è nemmeno stato recensito su Loudvision, il che è una vergogna, perché non è solo uno degli album migliori dell’anno, ma è anche accompagnato da video bellissimi lunghi 30 minuti. Inoltre, il buon amico Kanye è riuscito a convincere il sito di musica più falsamente aperto alle influenze ma intimamente bianco della rete (Pitchfork) perché desse 10 (DIECI) al suo album. Il che lo rende il personaggio più influente della vita di tutti noi. Kanye West, grazie.
MIGLIOR CONCERTO: The Divine Comedy alla Somerset House. Lui sale sul palco, sbaglia, si corregge con grazia, si pente di aver bevuto troppo, suona una stravolgente versione di una canzone sull’amore e su Dio e sul non amore per Dio (“Don’t Look Down”).
PEGGIOR DISCO: Cocorosie – “Grey Oceans”. Dai, cazzo, abbiamo capito. Loro si credono talmente strane che questo disco mi ha fatto venire voglia di morire impiegata del catasto.

Andrea Spirolazzi
MIGLIOR DISCO: Nessuno. Il 2010 è stato povero di successi, figuriamoci di interi dischi validi! Qualche disco più che buono c’è stato, ma nessuno che meriti il titolo di “migliore dell’anno” (piuttosto rischierebbe di averne più diritto qualcuna delle moltissime riedizioni di album del 2009).
MIGLIOR CANZONE: Eminem feat. Rihanna – “Love The Way You Lie”. Ritorno col botto, per Eminem, che produce una traccia orecchiabilissima ma non banale, con una Rihanna che – ancor più di Dido ai tempi – riesce a dare anima e carattere alla canzone. Canzone dell’anno, in un’annata tutto sommato musicalmente povera.
MIGLIOR PERSONAGGIO MUSICALE DELL’ANNO: Rihanna. Tutto quello che tocca diventa oro: non c’è un singolo o una collaborazione, anche in questo 2010, che abbia steccato; non c’è una compilation su cui non ci sia una sua traccia. Ancor più di Lady Gaga, anche se mediaticamente un po’ meno visibile.
MIGLIOR CONCERTO: Muse a San Siro. I giochi e gli spettacoli sul palco li puoi fare in qualsiasi palazzetto, ma se hai uno stadio e 60.000 e passa fan a disposizione, il tutto si trasforma. Effetti, resa e coinvolgimento all’ennesima potenza.

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