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Le guerre si fanno anche sulla rete

Internet è divenuto il nuovo campo di battaglia della crisi che ha investito l’Iran a seguito della rielezione del presidente Mahmud Ahmadineyad, con una tornata elettorale ritenuta, dagli osservatori internazionali e dall’opposizione locale, fraudolenta.
Proprio le recenti rivolte in occasione delle elezioni, hanno fatto comprendere al governo iraniano che l’opposizione usa il computer molto meglio dell’enstabilishment. Grazie a Twitter, infatti, per diversi giorni sono fluiti gli aggiornamenti sulle proteste che hanno sconvolto il Paese.

Così Teheran, per correre ai ripari, starebbe tentando di sostituire l’uso dei più importanti canali internazionali con alternative di provenienza governativa, pertanto controllate e sottoposte a censura.
Il primo a cadere sotto l’ascia è Gmail. A seguito di numerose segnalazioni di guasti fatte dagli utenti iraniani, il centro operativo di “Big G” ha rilevato delle anomalie nella capacità di traffico in Iran.

Il Wall Street Journal riferisce che sarebbe in atto un tentativo, da parte dell’Agenzia iraniana per le telecomunicazioni, di sospendere in modo permanente tutti i servizi email che fanno capo a Google. Così, al momento, perché un’email possa giungere a destinazione possono essere necessarie oltre sette ore!

Stesso discorso si sta verificando con la velocità in entrata e in uscita degli SMS. Sono inoltre scomparsi diversi video da YouTube che testimoniavano gli scontri.
Reza Taghispour, ministro delle comunicazioni, ha sminuito gli episodii, riferendo che si tratterebbe di semplice guasto tecnico.

In realtà l’Iran non è nuovo a comportamenti di questo genere. Tempo fa, la polizia iraniana aveva avvisato che usare filtri per consultare i siti bloccati dal governo iraniano costituisce reato.
Negli ultimi tempi, inoltre, molti blogger sono stati arrestati con l’accusa di diffondere contenuti “osceni” e “anti islamici”.

Omidreza Mirsayafi, in carcere a 29 anni per aver insultato su internet il leader spirituale del Paese, è stato trovato morto per un’eccessiva dose di sedativi.
E nessuno crede alla tesi del suicidio…

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