Home > Recensioni > Le Luci Della Centrale Elettrica: Per Ora Noi La Chiameremo Felicità

Questo è il vero Vasco

Tornano Le Luci Della Centrale Elettrica dopo l’ottimo esordio “Canzoni Da Spiaggia Deturpata”, di due anni fa. Questo progetto del ferrarese Vasco Brondi dimostra di avere qualità da vendere, riuscendo a migliorare i risultati del pur brillante debut album. Questo disco è nettamente più introspettivo, molto più minimale nel sound e anche più sofisticato nei testi (basta un titolo come “L’Amore Ai Tempi Dei Licenziamenti Dei Metalmeccanici” per farvi capire?).

Estremamente intimistico, è un disco decisamente d’autore. La perla del disco è “Fuochi Artificiali”, con il suo ripetere ipnotico a due voci “e avremo gli occhi lucidi come le Mercedes…“, che esprime tutto il disagio della gioventù attuale inserito in un tappeto sonoro essenziale e coinvolgente. Bello, bello, bello.

Per ora noi la chiameremo felicità. Perché ora è felicità, ma domani potrebbe non esserci più. Ciò a cui punta il disco è spingerci a godere di quanto abbiamo ora, senza pensare al futuro, ma solo al presente. Spesso la felicità è legata a valori effimeri. Ma bastano una crisi finanziaria, case inagibili, ronde, cani in autostrada a farci tornare sulla terra.

La struttura dei brani è molto simile, con suoni semplici, poche sperimentazioni, il tutto volto a risaltare il grande songwriting di Vasco (quello giusto, non il sig. Rossi) che si esprime sui testi prima che ancora sulla musica. Un disco di denuncia e di speranza. Quella speranza che nei giovani, in noi giovani, non deve morire mai.

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Contro

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