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Le parole no

L’EP registrato dalla band veronese lascia dietro sé un contrasto irreparabile di impressioni tra loro discordi.
A sentire la prima traccia, di fatto, il pensiero che balza alla mente è “Che ganzo, finalmente qualcuno che non sia necessariamente darkone o semi-psicotico è stato in grado di sperimentare con un violino su musica jazz rockeggiante”. Quando, però, nei brani a seguire l’ascoltatore ignaro incappa nelle parole pronunciate quasi teatralmente da Lorenzo e Laura Masotto, si ode un suono di caduta di arti superiori di lontano.
Ottima è la soluzione degli arrangiamenti così come innegabile resta l’abilità dei tre musici.
Ciò che rimane nella testa del pubblico, tuttavia, è semplicemente il vocabolo “semi-psicotico”.

Oltre all’aspetto sonoro, Le Maschere Di Clara si sono curati fino ai minimi dettagli della presentabilità del disco, conferendogli per l’appunto una copertina lodevole anche solo per la scelta. E questo è ovviamente un punto a favore.
Nonostante la vena creativa, permane ad ogni modo la lacuna della comunicazione tramite onde acustiche fra colui che produce e colui che usufruisce della musica, cosa che per qualunque artista è da considerare una grande sconfitta.

Pro

Contro

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