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Le radici del dio d’oro

Eccoci ancora una volta a parlare di una nuova uscita discografica di un grande personaggio della storia del rock. Si sa, questi dischi suscitano interesse legato principalmente al nome dell’artista e spesso lasciano un po’ perplessi (se non profondamente delusi) se si ascoltano in virtù dei lavori passati, ma sicuramente ci danno l’occasione di ricordare tempi in cui il panorama musicale era diverso.

Questa volta tocca a Robert Plant, il grande cantante dei Led Zeppelin, che torna con il nuovo album “Band Of Joy“.
Per capire il significato di “Band Of Joy” occorre tornare indietro al 1967 quando un giovanissimo Robert Plant si esibiva insieme al suo amico d’infanzia John Bonham nei dintorni di Birmingham. La band in questione si chiamava appunto Band Of Joy e portava nei locali un repertorio blues e soul contribuendo alla diffusione di questi generi tipicamente americani nell’Inghilterra dominata dal beat londinese.
Maggiori esponenti di questo british blues sono, nei primi anni ’60, i Rolling Stone, gli Animals e gli Yardbirds. Nel 1968 gli Yardbirds sono una band ormai finita nella quale sono rimasti Chris Dreja e Jimmy Page che non si danno per vinti e cercano nuovi musicisti.
Nel tentativo di trovare un cantante valido, Page incontra Robert Plant con cui condivide l’interesse per il blues e per il rock and roll e con cui instaurerà il feeling musicale che sarà alla base del successo dei Led Zeppelin.
[PAGEBREAK] Anche dopo lo scioglimento della leggendaria band Plant non ha smesso di fare musica pubblicando, ad oggi, dieci album da solista nei quali ha ampliato il suo stile ben oltre la fusione tra rock e blues. Ne sono un esempio significativo i due album realizzati con il supporto degli Strange Sensation, “Dreamland” del 2002 e “Mighty ReArranger” del 2005, caratterizzati da diversi brani folk. Dal 2007 Plant collabora con la cantante bluegrass Alison Krauss con cui ha pubblicato “Raising Sand”, un disco fortunato e pluripremiato con brani in stile country e folk.

Secondo quanto dichiarato nei comunicati stampa ufficiali e ascoltando alcune tracce possiamo aspettarci da “Band Of Joy” le stesse sonorità mescolate a riff e fraseggi tipici del rock and roll più classico. Staremo a vedere, ma intanto possiamo osservare, tenendo presente quanto detto all’inizio sui dischi dei grandi miti del rock, che Robert Plant ha trovato un una sua via, andando oltre il suo glorioso passato e riproponendosi come artista ancora ispirato e desideroso di produrre buona musica.

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