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Le recinzioni del Lido

Wikipedia dice che ha una “controversa identità”: nato in Colombia nei non meglio specificati anni sessanta, ha intrapreso la carriera d’aviatore nel Congo Belga, ha fatto il rivoluzionario, è stato condannato a vent’anni di galera, da cui “è fuggito con un sotterfugio”, ha lavorato come trasportatore di materiali tossici, poi come stuntman. Attualmente vive nel sottoscala di una multisala romana. Il rischio è il suo mestiere. Quindi, chi meglio di lui può esprimere un parere sincero sulla settima arte? E infatti Johnny Palomba è diventato, con le sue recinzioni, il nostro critico di riferimento, anche e soprattutto alla Mostra del Cinema di Venezia. Tutti i giorni questo eroe mascherato e cinefilo allieta i nostri pomeriggi trasmettendo dal Movie Village “Zero in Condotta”, in diretta su Fandango Web radio. La nostra giornalista mascherata Jenny Palomba ci ha fatto due chiacchiere..

La cosa che tutti quanti vogliono sapere da te Johnny è: ma non hai caldo con la maschera e il cappuccio anche con trentacinque gradi all’ombra?
No, ormai mi sono abituato, ho sviluppato un mio microclima facciale, dopo tutto questo tempo.

Hai scritto qualche recinzione di film in concorso a questa edizione del Festival? Non vediamo l’ora di leggerle.
Sì ne ho scritte un po’, tra le altre quelle per “Videocracy”, “The Road”, e il film di zombie “La Horde”. Le leggerò in una bella carrellata uno di questi giorni durante il mio programma alla radio.

C’è un criterio con il quale scegli i film da guardare e recensire?
Assolutamente no, nessun criterio, scelgo i miei film in modo trasversale, e non ortogonale, attenzione, lo voglio precisare. E scrivo sempre, per ogni film che vedo. Scrivo in romano perché questa parlata ha una capacità di sintesi sorprendente.

Vuoi partecipare al dibattito e dirci due parole su come vedi lo stato di salute del cinema italiano?
È una salute precaria, molto precaria, soprattutto dopo che hanno tagliuzzato tutti quei fondi in modo così maldestro. E fin tanto che ci sarà quella major là coi serpenti sulla testa, che spende 40 milioni per fare il kolossal e lascia tutti gli altri autori a piedi, la situazione non migliorerà.

Anche quest’anno i film pessimi alla Mostra non sono mancati. Però personalmente, ho notato che la gente ha fischiato molto meno che in passato. Perché la gente in sala fischia meno secondo te?
La gente fischia di meno in generale, per tutto, non solo nelle sale di un festival del cinema. Secondo te sennò perché ci ritroveremmo ad avere un presidente del consiglio come Berlusconi?

Nel tuo curriculum ci sono tutti i mestieri più rischiosi: aviatore, trasportatore di materiali tossici, stuntman.
In realtà pochi sanno che ho fatto un mestiere anche più rischioso di quelli: il commesso da Ikea.

Siamo in dirittura d’arrivo con questa Mostra di Venezia. Dove sei diretto dopo?
Proverò per l’ennesima volta a chiedere uno spazio alla Mostra del Cinema di Roma, ma là non mi hanno mai risposto. Forse non mi vogliono.

E delle serate mondane qui al Lido cosa ci dici? Le frequenti? Ti piace stare in mezzo ai vipss?
Ieri sera sono stato a una festa all’Hotel Excelsior. Eravamo mille persone in uno spazio di 3 metri quadrati. L’unico vip ero io. Infatti ho bevuto una cosa e me ne sono andato perché mi annoiavo profondamente.

Insomma hai fatto come Paris Hilton alla festa di sabato scorso: si dice che abbia abbandonato tutti subito perché il posto era troppo affollato e la festa non era abbastanza esclusiva.
Ti ringrazio di questo paragone con la Hilton. Mi lusinga. In effetti con lei abbiamo una cosa in comune: mia nonna in Colombia gestisce una pensione, la famosa Pensione Palomba.

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