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Le voci del “Re leone”: incontro con Elisa e Marco Mengoni

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All’anteprima stampa di “Il re leone“, il nuovo remake Disney diretto da Jon Favreau, abbiamo incontrato alcune delle voci ospiti del doppiaggio italiano.

Nel cast delle voci del “Re leone” si contano Edoardo Leo e Stefano Fresi nei ruoli di Timon e Pumbaa, Luca Ward che eredita il ruolo di Mufasa da Vittorio Gassman (che lo doppiò nel 1994) e un Massimo Popolizio, formidabile nella criniera del cattivo Scar.

Nessuno di questi era però presente all’anteprima, dove sono state presentate invece le voci dei due protagonisti, Nala e Simba, affidate rispettivamente a delle star della musica italiana: Elisa e Marco Mengoni.


I ricordi e le emozioni

ELISA: Del vecchio “Re leone” io ricordo immediatamente la musica e alcune scene iconiche come il saluto iniziale. Amo la natura e questo è un film che abbraccia la naturalezza del rapporto fra gli animali, e ricrea il senso di “mama Africa“. C’è un calore naturale verso cui ho sempre sentito un’empatia. Le emozioni su cui abbiamo lavorato con Fiamma Izzo, direttrice del doppiaggio, son state principalmente la fierezza e la combattività delle leonesse, in particolare di Nala: è grazie a Nala che la storia cambia, quando lei parte in cerca di una soluzione e riesce poi a ribaltare le condizioni del suo branco.

MENGONI: La mia prima esperienza di doppiaggio (in “Lorax“, sempre con Fiamma Izzo alla direzione del doppiaggio, ndr) mi è servita molto, ma in questo capolavoro ho dovuto lavorare praticamente il doppio: Simba matura durante il film, da giovane a spensierato a responsabile come il suo destino di re richiede. Anche noi abbiamo lavorato sulla fierezza, nell’ultima parte del film, ma il Simba spensierato degli inizi mi è molto piú simile, quindi non è stato troppo difficile.

Non ricordo molto della prima volta che ho visto “Il re leone” originale, ma l’ho sicuramente rivisto in seguito, verso i quattordici o quindici anni e quello che ricordo è proprio il legame con “mama Africa”, quel luogo dove tutto è cominciato e dove inevitabilmente torneremo, proprio come mostra il cerchio della vita. Ma l’Africa ha soprattutto influenzato la musica, e io ne sono stato sempre sensibile.

Mamme e figli

ELISA: Rivedere il film con i figli è un’esperienza ben piú profonda. Alla fine, invece di guardare il film, ho guardato le reazioni dei miei figli per paragonarle ai miei ricordi. A quanto pare non si commuovono quanto mi commuovevo io, ci son rimasta un po’ male. Ero preoccupata soprattutto del momento della morte di Mufasa: io ne rimasi distrutta, ma i miei figli… no.

MENGONI: Io a Los Angeles (alla première mondiale del film, ndr) mi son sentito un bambino, come la prima volta in un parco giochi. Un’esperienza fantastica: mi ha colpito molto la gentilezza degli artisti che ho incontrato come Childish (Childish Gambino, il nome d’arte da cantante di Donald Glover voce originale di Simba, ndr), che mi ha raccontato che la sua ragazza è di origini italiane, e del regista Jon Favreau: una persona incredibile, tanto entusiasta della riuscita del film da voler coinvolgere persino me con il cimelio che lui ha condiviso con la sua crew, una fiche con scritto “Director – The Lion King”.

I personaggi del “Re leone

MENGONI: Sono obbligato a dire che il mio personaggio preferito è Simba, ovviamente. Ma, essendo molto sensibile alla virtú della saggezza, ammetto che la mia preferenza andrebbe in realtà a Rafiki e Mufasa, i personaggi che la rispecchiano principalmente.

ELISA – Rafiki, la scimmia sciamano, è anche il mio personaggio preferito. Servirebbe una app sul telefonino che, come Rafiki, al momento opportuno, tira fuori un bastone e ti colpisce sulla fronte. (ride) Quando vado a New York vado sempre a Broadway a rivedere il musical del Re leone, e anche lì c’è Rafiki che è interpretato da un’attrice pazzesca, geniale, e io torno a guardare lo spettacolo forse proprio per lei.

D: Come avete lavorato tenendo conto delle voci originali dei vostri personaggi (Beyoncé e Donald Glover)?

MENGONI – Sì, il mio personaggio era interpretato da Donald Glover. La mia difficoltà è stata relativa alla differenza fra l’inglese, una lingua più fredda, e l’italiano, più melodica, come sa Fiamma Izzo con cui abbiamo lavorato. Molte volte abbiamo dovuto inventare degli escamotage teatrali per essere fedeli all’originale quanto alla nostra bellissima lingua. 

ELISA – Io ho accettato di fare questo film, nonostante io non sia una professionista del doppiaggio, solo a condizione di lavorare con Fiamma Izzo, di cui posso fidarmi ciecamente. Ho un istinto verso questo mondo, ma non posso affrontarlo senza una solida torre di controllo. Anche noi abbiamo lavorato sulla lingua e soprattutto sui suoni, adattandoci ai toni bassi di Beyoncé sul parlato. E questo aspetto del lavoro si ricollega anche al mio mondo, quello della musica.

D: Il re leone è anche una parabola sulla sostenibilità. Anche voi siete impegnati in questo senso?

MENGONI – Sì, molto. Con il mio disco e il mio tour sosteniamo, insieme al National Geographic, la salvaguardia dei leoni, e in generale proteggere il mondo da noi, dall’intervento umano. Con altri amici abbiamo affrontato una challange chiamata “Planet or Plastic” ripulire il pianeta.

ELISA – Anche io, credo che l’argomento non sia ancora preso abbastanza seriamente. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo, tenere una consapevolezza quotidiana riguardo al nostro consumismo, che i governi ci aiutino o no. Io, nel mio piccolo, uso il più possibile l’energia green a casa e il mio staff utilizza le auto ibride.

D: Canti “Spirit”, l’inedito di Beyoncé. La “Spirit” di Elisa com’è?

ELISA –  Al cantato abbiamo lavorato in un altro studio di registrazione, insieme a Virginia Brancucci. Ovviamente non abbiamo tentato di emulare Beyoncé, ma abbiamo cercato di rilevare qual era nella canzone lo “spirito” da mantenere e quali invece gli elementi che io potevo aggiungere. Ma questa musica poi ha delle radici molto simili alle mie, e forse anche a quelle di Marco Mengoni, specie per le sue influenze gospel e soul. E questo è un arricchimento artistico per me.

D: A Marco, il tuo tour si svolgerà proprio nei luoghi d’arte e naturalistici italiani. Ce ne parli?

MENGONI – Col tour “Fuori Atlantico” andremo in sette posti italiani meravigliosi, luoghi dove avevamo già fatto prove d’ascolto al momento della registrazione del disco. E anche il nostro tour cercherà di essere il piú ecologicamente sostenibile possibile. Partiremo il 14 luglio dal labirinto piú grande del mondo (Labirinto della Masone, a Fontanellato, Parma, ndr).

D: A Elisa, i tuoi progetti per l’immediato futuro?

ELISA – Il mio prossimo impegno è al Rock in Roma, a un concerto dove parteciperò però cantando solo un pezzo. Che palle. (Qui Elisa e Marco Mengoni si abbandonano a un siparietto con le voci impostate dei loro personaggi, e, diciamo, perdono un po’ di contegno, ndr) Poi andrò anch’io in tournée in Europa, nei piccoli club.

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