Home > Zoom > LeadtoGold: I, il primo disco brano per brano

LeadtoGold: I, il primo disco brano per brano

Si intitola “I” il primo full lenght dei LeadtoGold, siciliani d’America o americani trasferiti in Italia… musicalmente parlando s’intenda. Un disco acido che prende ispirazioni da tutto quel resto del mondo che nel pop mainstream del nostro bel paese melodrammatico possiamo allegramente scordarci, se non in rivisitazioni ovviamente per la moda del momento. Il trio di Augusta sforna un disco antico nella fattura, anni ’70 rivisti e corretti in filtri digitali moderni, la femme fatale e l’alcool da bancone metropolitano, la villetta con il giardino ben tagliato, la cravatta su una camicia ben stirata e poi una vita equilibrata e prevedibile messa sotto scacco dalla trasgressione, qualunque essa sia. E poi i suoni e le distorsioni, le trasgressioni di forma e un mondo visionario che sono riusciti a confezionare parlando di sesso e di omologazione da vita quotidiana, pregiudizi di estetica e catalogazione di forma. Alienazione sotto varie forme e colori. Un bellissimo ascolto che sicuramente resta difficile inquadrare dentro schemi ed etichette. Di sicuro, ripeto, niente che possa sembrare italiano.

LeadtoGold, “I” brano per brano

Where’d You Run


Ad un ritmo indolente e down-tempo di ispirazione 80’s e new-wave è affidata la narrazione concettuale dell’accidia. Where’d You Run è il manifesto del disco; la domanda “Who You Are?” rivolta a Charles Manson nell’interlude, cerca una risposta nel corso dello svolgimento dell’intero lavoro.

Millionaire


Il ronzio sempre più forte e distorto di api attirate dal nettare delle orchidee e la voce di Mena Suvari in American Beauty annunciano Millionaire. Si tratta essenzialmente di un brano electro-pop dalla insolita struttura scomposta.

LEADTOGOLD COVER2.57


Il pezzo electro-funky del disco è un ironico compendio sull’ossessione contemporanea nei confronti della chirurgia estetica e della bellezza esteriore. Sarah-Marie e Rodrigo, protagonisti del testo, sono dei mostri generati dalla società.

Come

Tre minuti e cinquantadue secondi di synth-wave ed echi industrial, un sapore acido ed un ritmo incalzante. E’ un brano da dancefloor che raffigura un martellante desiderio di sesso e di orgasmo.

Ebony


La voce femminile sussurra appena desideri e fantasie sessuali che in un sistema fatto di massificazione del sesso e di svilimento della donna diventano quasi un tabù. L’arrangiamento è scarno e dolce nella prima parte, aprendosi e stratificandosi nella seconda, con intrecci di chitarre e di voci.

Less Is More


“Less is More”: il plus che viene dal meno. Un concetto universale, applicabile alla musica, all’arte (vedi Andy Warhol), all’architettura (come fece Van der Rohe), all’approccio alla vita in genere. Less paranoia and more productivity.

Room 101


Il tratto distintivo di Room 101 è un ritmo da marcia; il settimo brano dell’album è puramente new-wave, è alienazione e straniamento. Il testo è di chiara ispirazione orwelliana.

Bob John


Qual è uno dei gesti più naturali che compiamo dopo pochi mesi dalla nascita se non metterci un ciuccio in bocca? Da questa suggestione nasce Bob John. Un ironico brano pieno di tips su come approcciarsi al sesso orale. Valido sia per le donne che per gli uomini.

Eurotrash


Il titolo Eurotrash deriva da uno dei racconti di Acid House di Irvine Welsh. Qui si va a raschiare quasi il fondo dell’oscurità umana. La violenza la fa da padrone, così come l’ossessione ed una visione del sesso disturbata, almeno secondo la concezione comune. Il tutto è sottolineato da synth abrasivi e da un intenso crescendo finale

Who Get Around


Si chiude il cerchio che Where’d You Run? aveva iniziato a tracciare: ““who you are?” . Sei l’accidioso disinteressato alle vicende della vita? Sei l’ossessionato dal sesso? Vuoi vivere di frivolezze e pensare ai soldi e alla bellezza estetica? Ti vuoi abbandonare alla violenza?
Siamo tutto questo e niente: “I’m Nobody”.
Dove corri? Stai solo continuando a girare intorno.

 

Scroll To Top