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Led Zeppelin: i primi tre album in versione Super Deluxe

Avere l’occasione di tornare a parlare dei Led Zeppelin è qualcosa che, non ve lo nascondo, mi riempie il cuore di giubilo. Lo dico perché, se ci pensate, negli ultimi anni non è che ci sia stato modo di farlo molto spesso.

Certo, il Dirigibile è sempre perennemente piantato nei nostri cuori, nelle nostre orecchie, e mette a dura prova le casse del nostro stereo (e la pazienza dei vicini). Ma l’ultima uscita discografica rilevante risale a ben undici anni fa, il live triplo “How the West was won” che mise definitivamente a tacere chi diceva che gli Zeppelin non avessero una degna testimonianza dal vivo registrata su disco. Quattro anni dopo, nel 2007, fu il momento della tanto auspicata reunion: un’ unica data, 21000 fortunati assistettero a qualcosa che ormai si riteneva impossibile. Dopodichè il silenzio.
Di sicuro non si possono accusare Jimmy Page , Robert Plant e John Paul Jones di voler campare di rendita. Sono tutti ancora attivi nel campo musicale, ma hanno un rispetto per la loro creatura sicuramente non comune. Mai un best of di troppo, nessun tour mondiale, nessun litigio o qualsiasi altra forma di futile gossip (ogni riferimento agli Stones è puramente voluto). Da quando John Bonham ha lasciato questa terra annegando in un fiume di whisky, hanno semplicemente voltato pagina, pienamente consapevoli che quell’alchimia perfetta non fosse più riproducibile. E ciò, lasciatemelo dire, è encomiabile.
Ho voluto premettere tutto ciò per sottolineare ancor di più quanto sia importante la notizia dell’ uscita in versione Super Limited Deluxe dei primi tre album della più grande rock band ti tutti i tempi. Oltre alla rimasterizzazione di tutte le tracce originali, ad ogni album sarà aggiunto un disco di materiale totalmente inedito! Ciò vuol dire che i Led Zeppelin hanno finalmente deciso di mettere mano all’enorme mole di materiale inciso e registrato, e curarne personalmente l’edizione. Un’ operazione questa, che metterà d’accordo sia i fan di vecchia data, che i neofiti (se ancora ce ne sono). Io, personalmente, non vedo l’ora di metterci su le mani, l’occasione è fin troppo ghiotta. Stiamo parlando di vere e proprie pietre miliari, di testi sacri, se le “Sun Sessions” di Elvis sono l’antico testamento, beh, questi tre album sono il vangelo.
Chiunque abbia mai suonato, o voglia suonare del rock-blues non può non avere ascoltato e mandato a memoria “Led Zeppelin I“, l’album più legato alle radici, dove la chitarra di Jimmy Page è ancora immersa nel fango del Mississippi. Ma le violente prodezze di Bonham ed il cantare lascivo e peccaminoso di Plant, facevano già intuire ciò che si sarebbe portato a pieno compimento in “Led Zeppelin II“, rumoroso, veloce, estremamente sessuale, in una parola : Hard. Se dobbiamo dare un’origine al fenomeno dell’ hard rock, è tra questi solchi che va ricercato. “Led Zeppelin III“, invece, è l’album del ritorno al folk, che ha però al suo arco dardi infuocati quali la tempestosa Immigrant Song, o l’orgasmica ballata “Since I’ve Been Loving You”, ai limiti del soul.
Insomma amici ed amiche, pare proprio che il “Martello Degli Dei” non voglia smettere di colpire, e noi non possiamo che esserne felici.

 

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