Home > Recensioni > Left Foot Right Foot

Continuiamo il viaggio attorno al mondo che ci propone la sezione Generator + 18 del 44esimo Giffoni Film Festival.

Ci si ferma in Francia con “Left Foot Right Foot“, primo lungometraggio dello svizzero Germinal Rouax e, mentre nei film precedenti della rassegna ci si soffermava sul periodo tra l’infanzia e l’adolescenza,qui è l’inizio dell’età adulta ad essere preso in analisi.

Seguiamo le vicende di Marie e Vincent, due ragazzi appena usciti dall’adolescenza (Marie ha 18 anni, Vincent 21) che già convivono come una coppia in un piccolo appartamento. Marie è attratta dalla bellezza del lusso, e desidera un’indipendenza economica che le consenta una vita migliore e più agiata. Vincent è uno skater, che si barcamena tra un lavoro e l’altro e si prende cura del fratello autistico, e sembra non avere la stessa ossessione per il denaro di Marie. La routine verrà spezzata dall’ incontro di Marie con Olivier, facoltoso proprietario di locali notturni, che le farà intravedere quella vita lussuosa che lei tanto desidera e di cui subirà il fascino, ma non si rende conto che la strada che si accinge ad imboccare è di quelle da cui, forse, non c’è uscita.

La fine dell’adolescenza e l’ingresso nell’età adulta, il momento in cui bisogna scegliere e mettere un piede davanti all’altro per andare avanti, il momento cruciale in cui definiamo la nostra identità futura. In una società votata all’ immagine e al consumo, all’ apparenza e alla superficialità, entrarci da adulti “liberi” significa vendersi (come farà Marie con il suo corpo). Vincent non è ancora pronto ad entrare in quest’ottica, ha ancora un che di fanciullesco, lo si vede nel suo modo di scherzare per rompere una routine che sembra già matrimoniale (continua a scrivere dappertutto con dei pennarelli e Marie lo accusa di essere ancora un ragazzino), gioca ai videogame con sguardo rapito, gioca con suo fratello come farebbe un bambino, e per lui i soldi sono solo una necessità per andare avanti, a differenza di Marie, già stritolata negli ingranaggi del consumismo.

Left Foot Right Foot” si regge sull’equilibrio degli opposti, a partire dai giovani protagonisti, il cui percorso che si sviluppa in maniera antitetica, per poi ricongiungersi alla luce (bianca, abbagliante) della tragedia. La splendida fotografia in bianco e nero accentua questo contrasto (d’altronde l’adolescenza è un periodo che non ha mezze misure) e  ci tiene lontano dalla realtà percepita, cancellando l’aneddoto per far emergere l’universale.

Pro

Contro

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