Home > Recensioni > Legion Of The Damned: Feel The Blade

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Cottura? Al sangue, grazie.

I Legion Of The Damned sono il nuovo fenomeno thrash. È bastato loro abbandonare le spoglie degli Occult, portati a fondo nel 2004 dal fallimento della Karmageddon Media (ex-HammerHeart Records), per rinascere a nuovo splendore. Dopo due album col nuovo brand, i LOTD si prendono il lusso di ripescare il loro – evidentemente – sottovalutato passato: “Feel The Blade” non è infatti altro che la nuova edizione di “Elegy Of The Weak”, album del 2004 che ha segnato la fine degli Occult e quasi contestualmente quella della ex-etichetta olandese.

Se già la precedente incarnazione aveva lasciato un buon ricordo, essendo riconosciuta come una delle poche speranze di un roster a dir poco scadente, la nuova anima e il suo look si confermano ancor più baluardi di quello che resta del thrash metal nel terzo millennio. Un’immagine pulita, ma efficacemente cruenta, e un songwriting marcatamente old school, ma distruttivamente feroce, permettono ai tulipani di esaltarsi, in un crogiuolo di tecnica strumentale e potenza sonora.

I Legion Of The Damned non nascondono la loro pedissequa emulazione di esempi come Slayer, Kreator e Destruction, miscelati a sottili influenze provenienti dalla vicina Scandinavia; non fanno altro che accorpare tutti i modelli di successo del thrash più aggressivo e sanguinario; non vanno oltre una spruzzata di succo di pomodoro su di una salva di riff isterici sorretta da una doppia cassa a elicottero. Non siamo nuovi a tentativi del genere, ci hanno provato con alterni successi anche Raise Hell, Melechesh e Denata fino a pochi anni fa, ma i Legion Of The Damned sono carichi di un prezioso seme di genuina esperienza che rende la loro restaurazione sonora una delle pochissime che valga la pena di tenere in considerazione.

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