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  • Leila: U&I

    Leila

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L’iraniana dall’anima nera

Leila non è la prima scema che si mette a fare elettronica/ambient.
Innanzitutto è figlia della rivoluzione islamica che nel 1979 la portò dall’Iran a Londra, città nella quale iniziò a intessere rapporti con la scena musicale finendo sotto la Rephlex Records. Un po’ di collaborazioni qua e là ed eccola al quarto album, il secondo con la Warp.

“U&I” è oscurità, umore nero che viene incanalato per dare vita a qualcosa di costruttivo.
Sono i suoni duri e cupi a prevalere, stesi al di sopra di basi ritmiche ben pensate e che cercano costantemente di differenziarsi l’una dall’altra.

A fare da spalla è Mt. Sims, produttore che in passato lavorò con The Knife, subendone forse il misterico influsso.

Se volete una definizione come si deve, possiamo dire che questo LP è una torre di Babele in cui lingue, costumi, colori che in apparenza si prendono a pugni in realtà dimostrano di potersi conciliare per un fine ultimo molto più elevato rispetto alle egoistiche esigenze di ognuno.
Leila stessa citò Duchamp come augurio di buon 2012: “Per me, il Dadaismo fu un passo estremamente necessario”.
Che la formula “cose a caso” abbia la meglio.

Pro

Contro

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