Home > Interviste > Lemandorle, i ragazzi che amano la pizza il pop e la musica elettronica | INTERVISTA

Lemandorle, i ragazzi che amano la pizza il pop e la musica elettronica | INTERVISTA

Lemandorle (tutto attaccato!) sono Marco Lombardo e Gianluca Sevetti. Sono dj, cantautori e produttori. Nostalgici ma leggeri, conoscono il synth pop, artisticamente incoscienti, liberi, pulsano di malinconia, punk ma attenti, concentrati e consapevoli come uomini d’affari della City.

Lemandorle sono un progetto musicale sfacciato e non sono il facsimile di nessuno. Amano la musica r&b/funk, creare a ritmo di drum machine e sintetizzatori e sopratutto adorano mangiare la pizza.

Dopo essersi fatti notare nella cultura club underground del momento grazie a singoli notevoli come “Le Ragazze” e “Ti amo il venerdì sera” (quasi quattro milioni di streaming), è uscito lo scorso 25 gennaio per INRI l’attesissimo album d’esordio “La Pizza Il Pop La Musica Elettronica” (QUI LA RECENSIONE). Ci abbiamo scambiato quattro chiacchiere ed è stato bello sentire quello che hanno voglia di dire.

Un aggettivo per descrivere il disco…

Personale.

Qual è il brano all’interno del vostro nuovo lavoro discografico cui siete maggiormente affezionati? E perché? 

In questo momento Le astronavi, è uno degli ultimi brani che abbiamo scritto. Rappresenta bene quello che ci piacerebbe esplorare in futuro, ovvero la pista da ballo condita da tanta malinconia.

Ti ricordi la prima canzone che hai scritto? Di cosa parlava?

Come Lemandorle la prima canzone che ho scritto è stata “Le Ragazze”. Parla di senso di inadeguatezza.

Nel disco ci sono tanti elementi che rimandano a diverse influenze musicali. Una fusione davvero ben riuscita di parecchi generi, dal pop, all’elettronica, al punk fino alla dancefloor più sregolata. Volevo chiederti perché le vostre canzoni sembrano essere scritte apposta per essere ballate.

Forse perché sia io che Gianluca abbiamo un background da dj di almeno quindici anni.

“Da sola” è sicuramente la canzone che preferisco di Pizza il pop e la musica elettronica. Come descriveresti il tuo rapporto con la figura femminile?

Grande ammirazione, grande rispetto, fascino assoluto.

Nel disco vi avvalete della collaborazione di Francesco DeLeo, Manitoba e Gente. Come mai proprio loro e come vi siete trovati a lavorare insieme?

Francesco e i Manitoba li abbiamo conosciuti in tour la scorsa estate e ci sono stati simpatici umanamente, da lì è partito il tutto. Gente è un compagno di etichetta che ammiriamo molto.

Cosa significa per voi “indie”? È una questione di genere, tendenza o attitudine?

Uhm penso sia un’etichetta molto ampia per raggruppare una serie di band più o meno nuove che fanno pop contemporaneo che non sia assimilabile a quello dei Modà o di Fabrizio Moro.

La vostra playlist su Spotify?

Quella curata da me Radio Lemandorle, naturalmente.

Scroll To Top